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Pressioni dall'UE per negoziati sulla fiscalità

Il governo svizzero non vuole cedere sul segreto bancario nel dossier sulla fiscalità

(Keystone Archive)

I ministri delle finanze dei Quindici chiedono una rapida armonizzazione della fiscalità dei risparmi. Nuove trattative verso metà giugno.

Con una lettera al presidente della Confederazione Kaspar Villiger, i ministri europei delle finanze rinnovano le pressioni su Berna, affinché siano avviati rapidamente negoziati bilaterali sulla fiscalità del risparmio. Le trattative dovrebbero iniziare dopo il Consiglio dei ministri degli affari esteri del 17 giugno.

La missiva, giunta a Berna, è stata firmata martedì dal Consiglio dei ministri delle finanze dell'Unione europea (Ue) a Lussemburgo. Secondo quanto indicato in una conferenza stampa da rappresentanti dell'Ue, il presidente del Consiglio, il ministro delle finanze spagnolo Rodrigo Rato, ribadisce l'auspicio di iniziare in tempi brevi trattative su questo dossier.

La Svizzera invitata a seguire le regole europee

Il ministro tedesco delle finanze Hans Eichel ha aggiunto che la Confederazione viene esortata ad allinearsi alle regole europee relative allo scambio di informazioni fiscali. La Svizzera è «un buon amico» e «una parte integrante del patrimonio europeo». A suo avviso, non è dunque possibile che diventi «un'oasi fiscale».

Il commissario europeo responsabile del mercato interno e della fiscalità Frits Bolkestein ha informato i ministri che, prima di cominciare le trattative sulla tassazione del risparmio, il governo elvetico si aspetta dall'Ue l'adozione di altri mandati negoziali considerati importanti dalla Svizzera.

Si tratta dei quattro ultimi mandati ancora in sospeso, sul totale di dieci che dovrebbero far parte del pacchetto dei cosiddetti bilaterali-bis. Secondo quanto indicato dalle fonti Ue, i quattro mandati in questione dovrebbero essere adottati dal Consiglio degli affari esteri dei Quindici il 17 giugno. Ciò consentirebbe di avviare i negoziati immediatamente dopo.

Per il momento, tuttavia, l'Italia mantiene ancora qualche riserva sui dossier Schengen/Dublino. Roma vorrebbe allentare l'obbligo, stipulato dall'accordo di Dublino, per l'ultimo Paese di provenienza di riprendere i richiedenti l'asilo.


swissinfo e agenzie

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