Prestigioso premio europeo per il Laténium

Il museo costruito come una palafitta sul Lago di Neuchâtel Laténium

Il Premio del museo 2003 del Consiglio d'Europa è stato consegnato martedì a Strasburgo ad una delegazione del Museo archeologico di Neuchâtel.

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 aprile 2003 - 17:53

Nato nel 2001, il Laténium propone uno sguardo moderno della storia dei popoli lacustri dell'Altopiano.

Appena inaugurato nel 2001, il modernissimo Laténium rappresenta un po' il "gioiello" dei musei di archeologia svizzeri e, perfino, europei. Lo hanno notato anche gli esperti del Consiglio d'Europa, che hanno deciso di attribuire il premio del miglior museo 2003 al nuovo tempio della storia dei popoli lacustri.

Il prestigioso riconoscimento è stato consegnato martedì a Strasburgo ad una delegazione neocastellana, guidata dal direttore del museo, Michel Egloff, e dall'ex-consigliere federale, René Felber.

Il museo del lago e dell'autostrada

Prima ancora di contemplare la splendida collezione di reperti storici, basta dare uno sguardo dalle finestre del Laténium per capire le ragioni che hanno portato alla nascita del Museo di archeologia.

Sul lato nord, a pochi passi dal Museo, si scorge l'autostrada A5. Sul lato sud l'occhio è inevitabilmente attratto dalla bellezza del paesaggio del Lago di Neuchâtel.

Il Laténium non poteva ottenere collocazione migliore: deve infatti la sua esistenza alla realizzazione dell'autostrada e alle sponde del lago che hanno attirato gli uomini già ai tempi della preistoria.

Una miniera storica

Come in diversi altri paesi europei, in Svizzera l'archeologia si è sviluppata negli ultimi decenni soprattutto al ritmo della costruzione delle autostrade.

Prima della rifinitura di ogni nuovo tratto, gli archeologi hanno diversi anni a disposizione per passare al setaccio il luogo degli scavi, ispezionando ogni millimetro di terreno.

E l'A5, lungo il lago di Neuchâtel, si è rivelata una vera e propria miniera per gli storici neocastellani. "Tra il 1970 e il 2000, seguendo la costruzione dell'autostrada, abbiamo trovato decine di migliaia di oggetti" sottolinea il conservatore del Museo, Denis Ramsayer.

Oltre il 60% degli oggetti esposti al Laténium sono stati prelevati dagli scavi dell'autostrada.

La civiltà della Tène

Se l'autostrada è un po' la "madre" del museo, il lago ne è sicuramente il "padre". La quieta zona lacustre di Neuchâtel aveva infatti attirato i nostri antenati già oltre 50'000 anni fa. Gli uomini delle palafitte e i loro discendenti hanno lasciato dietro di sé un tesoro archeologico quasi unico in Svizzera.

Già nel 1857, gli archeologi hanno ritrovato migliaia di oggetti dell'età del ferro nel sito della Tène, ai bordi del canale che collega il Lago di Neuchâtel a quello di Bienne. Spade, lance, scudi e fibule che testimoniano di un'epoca fiorente.

La "ricchezza" del materiale trovato è stata riconosciuta addirittura a livello europeo: un secolo fa, gli storici hanno soprannominato "civiltà della Tène" quella dei popoli celti della seconda età del ferro. Da qui il nome del museo, Laténium.

"Contrariamente a quanto si crede di solito, la sabbia e l'acqua del lago preservano molto bene gli oggetti storici" spiega Denis Ramsayer.

Dal medio evo al paleolitico

Su una superficie di 2500 m2 sono esposti circa 3000 oggetti: resti umani, animali, monete utensili, vasellame e armi. Visitando l'esposizione permanente si va a ritroso nella storia, quindi in ordine inverso rispetto a quello che si è soliti trovare nei musei.

L'esposizione inizia dalle costruzioni medievali di Neuchâtel. Poi ci si addentra gradualmente nel passato, nell'era romana, in quella celtica, e via via nei tempi e nell'immaginazione fino agli albori dell'Homo Sapiens. In tutto circa 500 secoli di storia e preistoria.

"Risalire la storia, partendo dal Medioevo, non è solo un'impostazione più originale" - spiega l'archeologo Denis Ramseyer. "Soprattutto permette al visitatore di partire da punti di riferimento più chiari, come gli edifici medievali che si possono vedere ancora oggi a Neuchâtel".

I siti lacustri

Questa escursione nel passato avviene in un luogo suggestivo architettato in modo avvincente e funzionale, con alternanze di luce artificiale e naturale di varia intensità. Supporti sonori che stimolano la fantasia, filmati che aiutano a capire come probabilmente vivevano i nostri progenitori.

Dal Medioevo ai romani, i siti lacustri della zona di Neuchâtel hanno offerto all'archeologia una ricchezza di scavi unica al mondo. Tra le specialità degli archeologi romandi, la ricerca subacquea: a Bevaix è stata ricuperata un'imbarcazione romana del 182 d. C. Lunga 20 metri, poteva caricare fino a 10'000 kg di merci tra anfore, botti e massi di calcare.

La sezione denominata "Cinque millenni di navigazione" mostra anche due piroghe che risalgono all'età del bronzo e al medio neolitico.

swissinfo, Rolando Stocker e Armando Mombelli

Fatti e cifre

Il Laténium è stato inaugurato nel 2001.
Il museo, che espone 3000 reperti di 500 secoli di storia, è visitato da 50'000 persone all'anno.
Il Consiglio d'Europa ha attribuito il premio del museo 2003 al Laténium.

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