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Prevenire le catastrofi per limitare i disastri

Toni Frisch (a sinistra) e Walter Fust durante la Giornata annuale dell'aiuto umanitario svizzero

(Keystone)

Per la Direzione dello sviluppo e della cooperazione, il coordinamento internazionale è indispensabile per ridurre gli effetti distruttivi delle catastrofi naturali.

Lo tsunami dello scorso dicembre ha evidenziato l'importanza di sistemi di allerta e di piani d’intervento nel caso di terremoti e uragani.

I sistemi di allarme che permettono di avvisare la popolazione dell'imminenza di una catastrofe naturale devono essere migliorati e la cooperazione internazionale in questo campo è primordiale. Lo hanno indicato i partecipanti alla Conferenza annuale dell'aiuto umanitario svizzero intervenuti venerdì a Berna.

«Le catastrofi naturali hanno causato circa 600’000 decessi nel corso degli ultimi dieci anni», ha rilevato Walter Fust, responsabile della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC). «Hanno inoltre segnato l’esistenza di oltre due miliardi di persone e provocato danni economici per circa 1’000 miliardi di franchi», ha aggiunto.

Il suo collega Toni Frisch, a capo dell’aiuto umanitario presso la DSC, ha così sottolineato «l’importanza di sistemi di allerta precoci per poter avvertire la gente localmente, specialmente nelle zone remote».

Allertare via SMS

Memori dello tsunami che il 26 dicembre ha devastato le coste dell'Oceano indiano e causato oltre 300’000 morti, i partecipanti hanno messo l'accento sull'importanza della prevenzione e dell'allestimento di un sistema di allerta.

Il capo della DSC ha proposto un sistema di allarme via SMS nei paesi che potrebbero essere colpiti da un sisma. «Si tratta di un'idea molto semplice nell'era in cui l’uso del telefono cellulare si sta generalizzando», ha sottolineato Fust.

Il responsabile dell'agenzia umanitaria del Dipartimento federale degli affari esteri, che ha insistito più volte sul coordinamento fra Stati e ONG, ha poi ricordato che la Svizzera ha contribuito alla creazione di una rete di sorveglianza sismica dopo il grave terremoto che ha colpito l'Armenia nel 1989. Il sistema è stato poi esteso alla Georgia, all'Azerbaigian e alla Turchia.

Dopo l’emergenza, la ricostruzione

Riguardo all'aiuto elvetico ai paesi del sud-est asiatico, Toni Frisch ha rilevato che la Confederazione sarà presente ancora per diversi anni nella regione per contribuire alla ricostruzione. Non è però prevista la richiesta di un credito supplementare rispetto al montante già sbloccato dal Consiglio federale subito dopo la catastrofe.

Il capo del Corpo svizzero di aiuto umanitario ha inoltre sottolineato lo slancio di generosità dei cittadini svizzeri che hanno versato oltre 200 milioni di franchi alla Catena della solidarietà in favore delle zone devastate dallo tsunami.

La DSC ha quindi deciso che non parteciperà finanziariamente ai progetti delle opere assistenziali partner della catena. Utilizzerà invece i fondi della Confederazione per le crisi dimenticate, in particolare per l'Uganda.

swissinfo e agenzie

In breve

Per migliorare l’aspetto della prevenzione dei disastri causati da catastrofi naturali, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione propone la creazione di squadre di salvataggio locali e l’elaborazione di progetti scientifici.

Altre misure includono il miglioramento del coordinamento delle azioni di soccorso da parte di civili e militari.

I programmi in favore delle persone rimaste senza un tetto devono inoltre godere del sufficiente sostegno finanziario.

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Fatti e cifre

1,7 miliardi di franchi il budget della DSC per il 2005.
Il Corpo svizzero di aiuto umanitario dispone invece di 277 milioni.
29,5 milioni il credito sbloccato dal governo elvetico in favore delle vittime dello tsunami del 26 dicembre 2004.
Dopo il recente terremoto che ha colpito l’isola indonesiana di Nias, la Svizzera ha offerto 100'000 franchi.

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