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Primo arresto nell'ambito del caso Swissfirst

La sede di Siemens Svizzera a Zurigo Keystone Archive

Il gestore del portafoglio della cassa pensioni della Siemens Svizzera è stato arrestato e posto in detenzione preventiva venerdì, dopo essere stato interrogato.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 settembre 2006 - 21:36

Sospettata a sua volta di corruzione, la banca Swissfirst ha respinto qualsiasi accusa di corruzione in relazione all'arresto dell'uomo, nel frattempo sospeso dal suo incarico.

La banca Swissfirst ha respinto qualsiasi accusa di corruzione in relazione all'arresto, venerdì, di un gestore del portafoglio della cassa pensioni di Siemens Svizzera, sospettato di aver percepito finanziamenti illeciti.

Né il gruppo Swissfirst, né le entità che fondendosi hanno dato vita al gruppo -ossia la banca di Zugo Swissfirst e la zurighese Bank am Bellevue - hanno versato commissioni occulte a clienti, in particolare gestori di fondi di previdenza, si legge in un comunicato diramato sabato mattina.

La vicenda è rimbalzata sui media alla fine del mese d'agosto, quando è stato aperto un procedimento penale per fare luce sulle presunte irregolarità che si sarebbero prodotte nell'ambito della fusione fra l'istituto bancario zughese Swissfirst e quello zurighese Bellevue avvenuta nel settembre del 2005.

Dopo l'annuncio della transazione, il titolo Swissfirt aveva registrato un'impennata alla Borsa svizzera.

In precedenza, l'amministratore delegato di Swissfirst aveva invitato vari azionisti, fra cui diverse casse pensioni, a cedere pacchetti di titoli Swissfirst.

Vendite che hanno fatto sfuggire loro guadagni potenziali di svariati milioni, secondo articoli di stampa. I dirigenti delle due banche avrebbero invece visto il valore dei loro pacchetti azionari salire di decine di milioni.

Alcune settimane fa era emerso il dubbio che l'operazione finanziaria fosse stata macchiata da reati di insider. Dubbi che hanno giustificato l'apertura dell'inchiesta penale.

Operazioni insider

Nell'affare sembra essere implicato anche il giovane gestore del portafoglio della cassa pensioni della Siemens Svizzera, che venerdì è stato posto in detenzione preventiva e interrogato, per sospetti di operazioni insider.

«L'uomo è stato interrogato negli ultimi due giorni dalla procura zurighese che ha deciso di metterlo in detenzione venerdì pomeriggio», ha detto Charles Breitenfellner, portavoce della Siemens Svizzera. «È sospettato di aver percepito commissioni occulte», ha aggiunto.

Le presunte irregolarità commesse dal gestore della cassa pensioni sono venute alla luce nell'ambito dell'inchiesta Swissfirst. Per il momento, tuttavia, il portavoce di Siemens Svizzera non è in grado di confermare se l'arresto sia direttamente collegato a questo affare di fusione fra istituti bancari.

swissinfo e agenzie

Il caso Swissfirst

Nel settembre 2005, le banca zughese Swissfirst e la zurighese Bellevue avevano annunciato la loro fusione. Pochi giorni dopo, i titoli della nuova società avevano registrato un aumento del 50%.

In novembre, l'azionista Rumen Hranov aveva sporto denuncia contro i dirigenti di Swissfirst: sarebbe stato spinto con mezzi illeciti a vendere il suo pacchetto azionario prima della fusione, lasciandosi sfuggire importanti guadagni.

Poche settimane fa, la stampa ha rivelato che anche 6 casse pensioni e due società di assicurazioni avevano ceduto le loro azioni pochi giorni prima della fusione, perdendo circa 20 milioni di franchi. I loro gerenti si sarebbero lasciati convincere dallo stesso direttore operativo di Swissfirst Thomas Matter.

A metà agosto, la procura del canton Zurigo ha aperto un procedimento penale contro il CEO di Swissfirst e alcuni gerenti delle casse pensioni.

Alla fine del mese d'agosto, Thomas Matter, sospettato di frode, amministrazione infedele e operazioni insider, ha rassegnato le sue dimissioni. I dirigenti di Swissfirst hanno annunciato di voler vendere la loro banca.

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