Progetto per un commercio equo dei tappeti persiani

Oltre il 40 percento della produzione iraniana di tappeti persiani viene commercializzata attraverso la Svizzera Keystone

La Fondazione per condizioni eque nella produzione di tappeti STEP amplia l'attività in Iran, il principale importatore in Svizzera.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 novembre 2001 - 20:06

Secondo stime degli importatori ben il 40 per cento delle esportazioni iraniane di tappeti cosiddetti persiani transita attraverso la Confederazione. STEP controlla circa un terzo di questo traffico, come hanno confermato giovedì a Berna i responsabili della Fondazione.

All'insegna del motto «il commercio equo promuove la pace», il presidente della STEP, Christoph Stückelberger, ha lanciato un appello per l'introduzione di una verifica delle strategie imprenditoriali e della politica commerciale nazionale ed internazionale. Rappresentanti dei grossisti e degli importatori hanno testimoniato la crescente pressione sui salari dei tessitori, a causa della competizione sui prezzi nei Paesi destinatari come Svizzera e Germania.

In Iran la STEP collabora con un'organizzazione non governativa e si concentra sulla formazione, anche nel settore commerciale, nonché sulla sensibilizzazione in ambito ambientale. La STEP concede ai commercianti un marchio di garanzia per le buone condizioni sociali di lavoro e la qualità del prodotto. La Fondazione si preoccupa soprattutto di lottare contro il lavoro infantile.

Il budget annuale dell'associazione ammonta a 700.000 franchi. Allo stato attuale, i responsabili non hanno ancora saputo fornire cifre precise sull'impegno finanziario in Iran.

La STEP è stata fondata nel 1995 da varie organizzazioni umanitarie svizzere tra le quali Pane per i fratelli, Caritas e Swissaid. Da allora è attiva nel commercio equo in India, Nepal, Pakistan, Marocco ed Iran, assicurando, attraverso una rete di monitoraggio, il controllo delle condizioni di produzione.

swissinfo e agenzie

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo