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Proteggere meglio la diversità culturale

L'UNESCO ha contribuito alla salvaguardia del sito di Abu Simbel in Egitto

(Keystone Archive)

Da lunedì, la Svizzera sosterrà con forza la protezione della diversità culturale e la libertà di espressione alla 33esima Conferenza generale dell'UNESCO.

L'ambasciatore elvetico all'UNESCO, Ernst Iten, ha indicato a swissinfo che l'organizzazione deve proseguire nella semplificazione delle procedure per essere più efficace in futuro.

La Conferenza, che si terrà nella sede dell'UNESCO a Parigi dal 3 al 21 ottobre, si focalizzerà sull'educazione, lo sviluppo e la scienza. L'agenda prevede inoltre dibattiti sulla diversità culturale, il doping nello sport e la bioetica.

L'obiettivo della Svizzera - membro dell'UNESCO dal 1949 - è di veder adottata una prima bozza della Convenzione sulla Protezione della Diversità dei Contenuti Culturali e dell'Espressione Artistica.

«Questo perché la Svizzera è nota per la sua multiculturalità e la diversità culturale è parte integrante della sua identità», ci spiega Ernst Iten.

L'ambasciatore elvetico all'UNESCO aggiunge che «questo principio è persino iscritto nella Costituzione elvetica e il governo ha il dovere di applicarlo e rispettarlo».

Sistema di allarme per lo tsunami

Nella capitale francese, la Svizzera sosterrà anche la creazione di un sistema globale di allarme in caso di tsunami (onda anomala), il programma «Educazione per tutti» e una dichiarazione preliminare sulla bioetica.

Nell'anno in cui l'organo dell'ONU festeggia il 60esimo, Iten ricorda i contributi della Svizzera all'organizzazione internazionale per l'educazione, la scienza e la cultura: tra i progetti più significativi, il lancio di un sistema di Scuole Associate (1952), il lavoro dell'Ufficio internazionale dell'educazione con sede a Ginevra (dal 1969), l'impegno per salvaguardare l'antica città di Sana'a nello Yemen e, recentemente, il ruolo svolto nella promozione dell'educazione tramite radio e internet.

Per quel che concerne i risultati più importanti raggiunti dall'UNESCO, in particolar modo nel campo della protezione del patrimonio culturale, «il successo più notevole è, secondo me, l'intervento in extremis che ha permesso di salvare il complesso archeologico di Abu Simbel, in Egitto», afferma Iten.

«È proprio la presenza dell'UNESCO in ambito culturale che ha contribuito alla sua rinomanza presso il grande pubblico», sottolinea.

Risorse

Agli occhi dell'ambasciatore elvetico, l'organizzazione deve però ridimensionarsi, se vuole essere in grado di affrontare le sfide future. A volte - ricorda Iten - si è lanciata in grandi progetti senza tuttavia disporre delle necessarie risorse umane e finanziarie per portarli avanti con efficacia.

Sono quindi necessarie delle riforme, in correlazione con quello che sta succedendo nel mondo. «L'UNESCO deve continuare a semplificare i sui programmi. Così potrà migliorare l'efficacia dei suoi interventi», conclude Ernst Iten.

swissinfo, Matthew Allen
(Traduzione e adattamento: Luigi Jorio)

In breve

Tre progetti figurano tra i temi più importanti che saranno trattati durante la Conferenza dell'UNESCO: la Convenzione sulla protezione della diversità dei contenuti culturali e dell'espressione artistica, la Convenzione internazionale contro il doping nello sport e la Dichiarazione relativa alle norme universali in materia di bioetica.

Se gli ultimi due temi non dovrebbero, in grandi linee, suscitare opinioni divergenti, la questione della protezione della diversità culturale rischia invece di dar luogo ad una controversia.

Il testo, che autorizza gli Stati a sovvenzionare alcuni prodotti culturali nonostante le normali regole commerciali, suscita infatti la viva ostilità degli Stati Uniti, che parlano di "protezionismo".

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Fatti e cifre

La 33esima Conferenza generale dell'UNESCO si tiene a Parigi dal 3 al 21 ottobre.
Presenti oltre 2'000 delegati dei 191 Stati membri.

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