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Quando un artista sogna di essere astronauta

Il lato oscuro della luna secondo Max Grüter. Max Grüter

Scienza e arte possono andare a braccetto: lo prova l’esposizione che l’artista svizzero Max Grüter ha allestito a Washington nei locali della prestigiosa Associazione americana per il progresso della scienza.

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 gennaio 2004 - 11:10

Col computer, Grüter ha creato il suo programma spaziale privato.

Che arte e scienza non si escludono a vicenda lo avevano già dimostrato personaggi come Leonardo da Vinci. Oggi l’artista zurighese Max Grüter ribadisce questo concetto con una mostra allestita nella sede dell’Associazione americana per il progresso della scienza (AAAS).

L’AAAS è famosa in tutto il mondo perché pubblica la rivista “Science”. Con questa mostra, che rimane aperta al pubblico sino alla fine di febbraio, la Svizzera cerca di rafforzare i legami con il mondo scientifico americano.

Il computer come mezzo d’espressione

“Conoscevo da tempo Max Grüter. Mi affascina il fatto che usi il computer per tutto quello che fa, ma anche che si esprima attraverso temi scientifici” confida a swissinfo Flavia Schlegel, responsabile dell’Ufficio scientifico all’ambasciata svizzera di Washington.

E’ stata lei a proporre l’artista all’AAAS, la potente organizzazione americana che ormai da oltre 150 anni promuove la scienza con programmi, progetti e pubblicazioni rivolti al pubblico americano e internazionale.

“All’AAAS non avevano mai realizzato prima un progetto di questo tipo con un’ambasciata. La proposta li ha subito interessati. Rapidamente è stato deciso di allestire la mostra” che è tra l’altro sostenuta da Presenza Svizzera, dall’Ambasciata Svizzera e dal Gruppo per la scienza e la ricerca.

Un biglietto da visita per la Svizzera

“Questa mostra ci permette di far conoscere meglio il nostro paese al mondo scientifico americano” continua Flavia Schlegel, che ogni anno organizza, tra l’altro, soggiorni di ricercatori americani in Svizzera o di svizzeri negli Stati Uniti.

Per lo zurighese Max Grüter questa è la prima esposizione negli Stati Uniti. Non poteva raggiungere un pubblico più curioso e interessato.

“E’ un’esposizione molto insolita e affascinante” ha affermato Alan I. Lesher, il CEO dell’AAAS, prendendo la parola alla cerimonia inaugurale, alla quale erano presenti anche l’ambasciatore svizzero a Washington, Christian Blickenstorfer, e il segretario di Stato Franz von Däniken.

“Tra l’AAAS e l’ambasciata elvetica i rapporti di collaborazione sono eccellenti. Questo è un tassello in più” ha aggiunto Lesher soddisfatto di poter ospitare l’artista elvetico.

Programma spaziale privato

Ha stupito soprattutto il fatto che Grüter lavori esclusivamente con il computer, usando le tecniche più moderne. Anche le figure tridimensionali esposte o le animazioni sono state ottenute con speciali programmi. Lo spazio e l’astronauta sono gli elementi dominanti della mostra intitolata appunto “Il mio programma spaziale privato” (My private space program).

L’astronauta è la figura che appare all’inizio della mostra e che accompagna il visitatore ovunque. “Fin da ragazzo mi piaceva molto disegnare astronauti” dice a swissinfo Max Grüter. Quest’idea col tempo è evoluta e ha preso nuovi significati. L’astronauta è diventato per l’artista una metafora per esprimere sentimenti profondi, siano essi di solitudine, di leggerezza o di libertà.

Tra lo spazio ignoto e il salotto di casa

L’astronauta di Grüter si muove tra le mura di casa. “Con l’aiuto del computer ho riprodotto esattamente il soggiorno della casa dove ho trascorso l’infanzia. Quella casa non esiste più, ma col computer posso ritornare in quello spazio”.

In quel soggiorno l’artista-astronauta si muove, siede melanconicamente contemplando il tempo che passa, guarda alla televisione lo sbarco dell’uomo sulla luna o semplicemente passa l’aspirapolvere librato nell’aria.

Queste immagini sono accompagnate da sculture e animazioni di un cuore che pulsa, di un astronauta svizzero immobile o quasi nello spazio e del suo sguardo teso al momento della partenza verso l’ignoto o del rientro dallo spazio.

Quello di Grüter è sicuramente un modo originale per riflettere sulla scienza, sullo spazio, sul tempo e sul computer, davanti al quale l’artista lavora per ore da solo immaginando nuovi mondi.

swissinfo, Anna Luisa Ferro Mäder, Washington

In breve

Max Grüter è nato nel 1955 ad Adliswil nel canton Zurigo. Dopo una formazione di grafico ha cominciato a lavorare come libero professionista.

Ha esposto le sue opere soprattutto in Svizzera ed in Germania. Quella di Washington, aperta fino alla fine di febbraio, è la sua prima esposizione americana.

Nelle sue opere Grüter, che utilizza esclusivamente il computer, coniuga l’espressione artistica all’interesse per la scienza.

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