Quelli che non ce la fanno

Migliaia di giovani escono anzitempo dal circuito di formazione senza una vera prospettiva.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 aprile 2003 - 17:04

Un problema che chiama in causa tutte le parti sociali. Ma le soluzioni scarseggiano.

Ogni anno in Svizzera, dopo la scuola dell'obbligo, sono oltre 8'000 i giovani che non fanno un tirocinio né continuano ad andare a scuola. Nel migliore dei casi vanno a lavorare, altrimenti restano a casa, disoccupati.

Ciò corrisponde al 10% circa di coloro che terminano il ciclo scolastico obbligatorio. Dati, questi, che dovrebbero preoccupare anche il mondo economico, che ha un urgente bisogno di ricambio e di personale qualificato.

Fra i più colpiti da questo fenomeno i figli d'immigrati. Per molti di essi, fra rendimento scolastico, barriere culturali e linguistiche, gli aspetti demotivanti sono tanti, troppi per essere colmati in breve tempo.

«Finché si tratta del decimo anno scolastico - spiega Andreas Zysset, funzionario dell'Ufficio della formazione del canton Berna - non ci sono problemi. Abbiamo nel cantone 15 apposite classi di integrazione. I problemi arrivano dopo, quando mancherà effettivamente il posto di apprendistato».

A Zurigo il progetto JobPlus è fatto su misura per i giovani che non trovano lavoro. «Non conoscendo la lingua diventa un'impresa pressoché impossibile trovare un posto», dice Inge Jetzer, una delle responsabili del progetto.

Un problema con molti risvolti negativi

Esistono diversi corsi di integrazione e di lingua come quelli offerti da JobPlus a Zurigo. Ma per trovare un posto di lavoro idoneo occorre un sostegno molto intenso. L'assistenza diventa molto onerosa: per ogni allievo ci vuole praticamente un assistente che si occupa dell'insegnamento, della ricerca di lavoro e di tutti gli aspetti psicologici.

Il lavoro può essere un'ancora di salvataggio sotto molteplici aspetti. Ma la ricerca dei posti di tirocinio passa anzitutto attraverso i datori di lavoro.

Come convincere le aziende?

Uno strumento a disposizione dello stato per esercitare pressione sui datori di lavoro sono i concorsi per opere pubbliche: solo chi forma apprendisti ha accesso alle gare di appalto. E' una rivendicazione dei partiti di sinistra, cui vari cantoni dichiarano di aderire.

Di fronte alle cifre allarmanti di quest'anno, il ministro dell'economia Joseph Deiss ha istituito una "Task Force", poiché teme che l'entità del problema si mostrerà solo ad agosto, con l'inizio del nuovo ciclo di formazione.

swissinfo, Rolando Stocker

Fatti e cifre

Fra 8'000 e 9'000 giovani svizzeri abbandonano il circuito di formazione già a 16 anni
Il canton Berna organizza 15 classi di integrazione per giovani stranieri
Il decimo anno scolastco a Berna è frequentato da oltre il 30% degli allievi

End of insertion

In breve

Per gli stranieri che non conoscono la lingua le possibilità seguire una formazione professionale sono minime.

Berna spera che con la nuova legge sulla formazione professionale la situazione migliori.

Se il 18 maggio non passerà l'iniziativa popolare, occorrerà trovare altri metodi per incoraggiare i datori di lavoro a formare più apprendisti.

End of insertion

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo