Rallentamento sul mercato del lavoro nel secondo trimestre

Keystone Archive

La crescita dell'impiego ha registrato un netto rallentamento nel secondo trimestre 2001. Lo indica l'Ufficio federale di statistica (UST) in una nota diramata martedì. Le persone occupate sono progredite dello 0,8 per cento nel periodo in esame, meno dei trimestri precedenti.

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 agosto 2001 - 10:41

Nei primi tre mesi dell'anno l'incremento si era attestato all'1,2 per cento. Inoltre l'indice dei posti liberi e l'indice di valutazione delle prospettive hanno segnato una flessione. L'89 per cento delle aziende interrogate (90 per cento nel 2° trimestre 2000) considera «buone» o almeno «soddisfacenti» le prospettive d'impiego per i prossimi tre mesi.

A fine giugno in Svizzera si contavano 3,94 milioni di occupati, pari appunto a una crescita dello 0,8 per cento rispetto al giugno 2000. Il dato emerge dalla statistica delle persone occupate (SPO), che tiene conto di tutte le persone che esercitano un'attività professionale per almeno 6 ore la settimana.

L'incremento è dovuto essenzialmente alle donne (più 1,6 per cento); per gli uomini è stato rilevato solo un lieve aumento (più 0,1 per cento). Il numero di occupati stranieri è progredito del 4,9 per cento, mentre quello degli svizzeri è sceso dello 0,6 per cento. Si tratta della prima flessione dall'inizio della ripresa economica, osserva l'UST.

Il numero di occupati stranieri era di 1,013 milioni. Ripartendo questi dati in base al permesso di soggiorno si osserva che, come nei tre mesi precedenti, il numero di occupati è aumentato in tutte le categorie considerate, anche se a ritmi diversi. Il numero di domiciliati e di titolari di un permesso di dimora annuale è progredito rispettivamente del 2,9 e del 5,3 per cento, mentre l'aumento è stato più marcato per i frontalieri (più 9,3 per cento), gli stagionali (più 12,2 per cento) e i dimoranti temporanei (più 14,4 per cento).

Dalla statistica dell'impiego (STATIMP) emerge pure un chiaro rallentamento: l'impiego è infatti progredito soltanto dell'1 per cento nel secondo trimestre, rispetto al periodo corrispondente dell'anno scorso. Nel primo trimestre era stata rilevata una progressione dell'1,7 per cento. La STATIMP misura il numero degli impieghi del settore secondario e terziario; le persone con più posti di lavoro figurano più volte. La decelerazione è dovuta essenzialmente ad un forte rallentamento nel terziario, che registra un tasso di crescita dell'1 per cento soltanto, rispetto al 2 per cento del trimestre precedente.

Il numero di impieghi è progredito di 34.400 unità, ciò che corrisponde a 18.600 posti di lavoro a tempo pieno (più 0,7 per cento) e 15.800 a tempo parziale (più 1,6 per cento). Nel secondario l'impiego è progredito dello 0,8 per cento (più 8.500 addetti), contro il più 1 per cento nel primo trimestre.

L'aumento è da attribuire ad alcuni rami principali delle industrie manifatturiere, come gli strumenti di medicina e di precisione e gli orologi (più 5,5 per cento; più 3.800), la fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici (più 4,7 per cento; più 1.800) e l'industria chimica (più 4,5 per cento; più 2.800).

Nel terziario (più 26.000 impieghi) la situazione è diversa da un ramo all'altro. I principali aumenti in cifre assolute si sono verificati nei rami «altre attività professionali e imprenditoriali» (più 3,8 per cento; più 10.900) e commercio all'ingrosso, intermediari (più 4,7 per cento; più 9.200). L'informatica ha di nuovo segnato un forte aumento annuo (più 11,8 per cento; più 6.400), ma il tasso di crescita registrato è il più basso degli ultimi tre anni. La diminuzione più marcata in cifre assolute è stata registrata nel ramo alberghi e ristoranti (meno 3,5 per cento pari ad una diminuzione di 8.100 posti di lavoro), un calo che si protrae da quattro trimestri. Lo stesso vale per il commercio al dettaglio, in discesa da tre trimestri, e le poste e telecomunicazioni (da quattro trimestri).

Tutte le grandi regioni della Svizzera hanno registrato un aumento dell'impiego, però non in egual misura. In un anno l'impiego è aumentato del 2 per cento o più nella Regione del Lemano (più 2,0 per cento; più 12.400 addetti), nella Svizzera centrale (più 2,1 per cento; più 6.800) e nel Ticino (più 2,7 per cento; più 4.200), mentre ha registrato tassi di crescita inferiori all'1 per cento nelle altre grandi regioni.

Nel secondo trimestre 2001 l'indice dei posti liberi è sceso del 9,4 per cento rispetto allo stesso trimestre dell'anno scorso, passando da 267 a 242 punti. Più di un terzo delle aziende (37,3 per cento; cifra ponderata per il numero di addetti) continua a lamentare una carenza di personale qualificato (trimestre precedente: 36,1 per cento). Così, secondo gli indicatori della statistica dell'impiego basata sulle prospettive a breve termine, per il prossimo trimestre ci si può ancora attendere un lieve aumento complessivo dell'impiego.

swissinfo e agenzie

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