Rapporto FMI: l'economia svizzera sulla buona strada

Buone note per l’economia elvetica da parte del Fondo monetario internazionale nel suo primo rapporto sulla Svizzera. L’esame da parte del Fondo è durato dieci giorni e si è svolto nel dicembre dell’anno scorso.

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 marzo 2000 - 16:12

Nel rapporto, il Fondo loda la politica monetaria svizzera e consiglia di rendere pubblico rapidamente e in modo chiaro ogni variazione del tasso di riferimento. Un’altra proposta riguarda l’informazione periodica sulle basi su cui poggiano le sue previsioni del tasso d’inflazione. In questo modo è possibile migliorare l’informazione dei mercati e consolidare la credibilità della politica monetaria.

Globalmente, la politica economica della Svizzera è considerata positivamente. Allo stesso tempo si consiglia però di proseguire con le riforme. Per quanto riguarda la politica fiscale, si dovrebbero compiere altri passi verso la semplificazione e l’armonizzazione formale dei sistemi cantonali di tassazione. Il Fondo consiglia anche di agire rapidamente per assicurare a lungo termine il finanziamento della previdenza sociale, pur riconoscendo i vantaggi del sistema svizzero di previdenza con i suoi tre pilastri.

La ratifica degli accordi bilaterali con l’UE è vista come la garanzia di uno sviluppo ulteriore sul lungo periodo.

Le note più critiche dell’organizzazione riguardano invece la politica relativa alla concorrenza e la politica agricola. La protezione e la sovvenzione dell’agricoltura, che raggiunge livelli quasi doppi rispetto all’UE, devono essere ridotte. In generale, le rigidità che riguardano la protezione di diversi settori economici dovrebbero essere soppresse velocemente.

Le riforme nelle telecomunicazioni, nella ferrovia e nella posta vanno nella giusta direzione. L’apertura del mercato dell’elettricità dovrebbe farsi più rapidamente. Altre raccomandazioni riguardano l’aumento dell’aiuto allo sviluppo, che oggi è fermo allo 0,4 percento del prodotto interno lordo.

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