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Reazioni della stampa svizzera Blatter getta la spugna, una buona notizia

Sepp Blatter lascia la FIFA dopo 17 anni di presidenza.

(AFP)

All’indomani dell'annuncio del ritiro di Joseph Blatter dalla presidenza della FIFA, la stampa svizzera esprime grande sollievo per quella che definisce una decisione inattesa, ma inevitabile. La partenza dello storico patron dell’organizzazione internazionale non risolve però i problemi che affliggono il mondo del calcio, avvertono i quotidiani.

«Blatter getta la spugna», «Blatter cede alla pressione e si ritira», «La sorprendente svolta del presidente della FIFA Sepp Blatter», «La giustizia ha fatto cadere Sepp Blatter» o ancora «Non coraggioso, solo vigliacco». La stampa elvetica è unanime nell’affermare che di fronte agli scandali che hanno scosso la FIFA, e alla pressione esercitata dalla giustizia americana, la partenza di Blatter era oramai ineluttabile.

Il ritiro di Blatter regala «un gran sentimento di sollievo» dopo la sua «rielezione insolente» alla testa della FIFA, scrive Le Matin. Il fatto che il responsabile di un’istanza accusata a tal punto di corruzione possa ottenere una maggioranza e non si ritiri era «incomprensibile», commenta il quotidiano romando. Per la Neue Zürcher Zeitung, un ritiro alla fine del suo quarto mandato sarebbe stato ancor «più giudizioso».

Con le dimissioni di Blatter, la piazza ha ottenuto quello che reclamava, ovvero la «testa del tiranno», osserva il Corriere del Ticino. L’essenziale, rincara la dose La Liberté, «è che l’era Blatter sia giunta al termine».

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La scomoda posizione di Blatter

Spiegare i motivi esatti di questa svolta, soltanto cinque giorni dopo la sua rielezione alla presidenza della FIFA, è difficile, sottolineano diversi quotidiani. «Blatter si assume la responsabilità di tutti gli scandali che hanno interessato la FIFA oppure è lui stesso invischiato nello scandalo?», s’interroga ad esempio la Aargauer Zeitung.

Reazioni della stampa internazionale

Gazzetta dello sport: «Le pressioni subite, dopo lo scandalo che ha portato all'arresto di alti dirigenti FIFA con l'accusa di corruzione, hanno indotto Blatter ad arrendersi».

Libération (Francia): «FIFA Nostra. Santo Blatter, ci ha fatto ridere fino alla fine. (…) Cosa penseranno i 133 responsabili delle federazioni che hanno votato per lui?»

The Times (Gran Bretagna): «Ha avuto molta cura dell’istituzione che ha costruito andando ben oltre il calcio… Blatter ha trasformato la FIFA in un feudo a sua immagine che serve principalmente quale facilitatore e beneficiario del flusso colossale di denaro generato dallo sport più popolare al mondo».

El Pais (Spagna): «L’imminente elezione di un nuovo presidente della FIFA è il momento ideale per iniziare la ricostituzione della federazione internazionale di calcio. L’organizzazione non deve più permettere intrallazzi corrotti».

Die Welt (Germania): «Il ritiro del Re Sole non ha per il momento alcuna conseguenza. Le strutture della federazione mondiale (…) rimangono le stesse. Ciò di cui la FIFA ha bisogno è una riforma strutturale».

De Telegraaf (Olanda): «Blatter, Game Over!... L’imperatore del calcio Joseph “Sepp” Blatter, che si riteneva inattaccabile, è caduto dal suo trono».

Sport Express (Russia): Il suo ritiro è «una cosa spiacevole e irritante per gli interessi russi», anche se non ci dovrebbero essere «conseguenze fatali» per la Coppa del Mondo in Russia del 2018.

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Secondo La Regione, gli è stato fatale «il coinvolgimento - provato da un documento in mano agli inquirenti americani - del fido braccio destro Jerôme Valcke, che sapeva della maxi tangente di 10 milioni di dollari pagata alla FIFA e attraverso la FIFA dal Sudafrica, per i Mondiali del 2010». Sepp Blatter, concorda Le Temps, «sapeva che questa vicenda avrebbe avvelenato il suo quinto mandato» alla testa dell’organizzazione. La messa in discussione diretta del suo braccio destro alla FIFA è stata «la goccia che ha fatto traboccare il vaso».

Anche il Blick sostiene che «Blatter teme quello che può succedere nei prossimi giorni o nelle prossime settimane». L’FBI sta indagando anche su di lui, rammenta il Blick, in riferimento a quanto avanzato dai media americani: «Blatter sa che anche per lui la situazione si sta facendo scomoda». Il suo ritiro è dovuto sostanzialmente «alla grande pressione esterna», afferma l’editorialista della Neue Luzerner Zeitung.

Ammissione di fallimento

Per il Corriere del Ticino, «è però sbagliato leggere nelle sorprendenti e clamorose dimissioni del presidente della FIFA un’ammissione di colpevolezza». I fatti, puntualizza, devono ancora essere accertati e, stando ad una lettura seppur forzatamente approssimativa delle accuse, sono ben lungi non solo dal provare un coinvolgimento di Blatter, ma persino della FIFA in quanto organizzazione.

Meno tenera, la Basler Zeitung accusa Blatter di essere «un vigliacco». Il suo ritiro, scrive il foglio renano, non è un segno di forza o di coraggio. I grandi perdenti sono i rappresentanti di quelle associazioni continentali in Asia, Sudamerica e Africa che la settimana scorsa hanno votato per lui, aggiunge la Basler Zeitung. Per L’Impartial e L’Express, la partenza di Blatter rappresenta «un’ammissione di colpevolezza». Il dirigente, sostengono, non poteva ignorare ciò che stava succedendo attorno a lui.

Malgrado l'apparente eleganza, la sua partenza è «un’ammissione di fallimento», ritiene anche Le Temps. Blatter ha sì pilotato la straordinaria espansione commerciale della FIFA, ma non è riuscito a frenare coloro «che hanno tentato di arricchirsi a scapito dello sport», scrive il giornale, riportando le parole di Domenico Scala, presidente del comitato d’audit della FIFA. Blatter, insiste il quotidiano, non ha saputo combattere con sufficiente forza le derive nate dal sistema lucrativo che aveva creato.

Per lo storico patron della FIFA, osserva La Regione Ticino, si tratta di un «vero colpo al cuore». «Circondato, vittima di attacchi (molti anche interessati), spalle al muro, plebiscitato dal Congresso dello scorso venerdì grazie a un profilo scolpito nella roccia in anni e anni di leadership autorevole e autoritaria, guardato ormai con diffidenza, ha provato a resistere. Ha preso atto della sproporzione delle forze in campo e ha alzato bandiera bianca di fronte alle coorti con le armi spianate guidate dagli Stati Uniti - offesi dall’assegnazione dei Mondiali alla Russia, in preda a sentimenti che riportano alla guerra fredda - che hanno sferrato un ultimo attacco».

Le sfide del dopo Blatter

Dietro di lui, Blatter lascia un campo di rovine, una federazione in deliquescenza, un sistema pernicioso, due coppe del Mondo controverse e una successione da rimettere in gioco, annota la Tribune de Genève, parlando di «un vuoto pieno di interrogativi».

La pulizia in seno alla FIFA non fa che cominciare e l’organizzazione necessita ben più del ritiro di Blatter, scrive il Tages-Anzeiger. «Blatter se ne va, ma rimane il sistema e rimangono alcuni funzionari discutibili. Ci vuole una grande riforma a tutti i livelli dirigenziali per un futuro credibile».

La pulizia alla FIFA deve continuare, auspica pure Le Temps, per il quale anche la Svizzera può contribuire a quest’opera di purificazione, ad esempio iniziando a indagare con serietà e fermezza sulle derive corruttrici del calcio internazionale.

Anche per la Bsler Zeitung, la FIFA necessita molto di più del ritiro di un 79enne che per anni ha tollerato la corruzione. «Il lavoro è appena iniziato», conclude La Liberté.

Cronologia

1981: Joseph Blatter è nominato segretario generale della FIFA e nel 1990 direttore esecutivo.

1998: viene eletto presidente, succedendo al brasiliano João Havelange.

2000: dopo l’assegnazione del Campionato del mondo alla Germania, nel 2006, il comitato esecutivo introduce il principio della rotazione. Nel 2004 l’organizzazione dei Mondiali 2010 è attribuita al Sud Africa.

2002: in seguito al fallimento della società di marketing sportivo ISL nel 2011, João Havelange e Ricardo Teiceira - a capo della potente federazione brasiliana - sono accusati di aver incassato delle tangenti per diversi milioni. Anche Blatter è sospettato di corruzione, ma contro di lui non ci sono prove. Lo stesso anno, lo svizzero viene rieletto a Seoul per un secondo mandato di cinque anni.

2007: Blatter viene riconfermato alla presidenza della FIFA.

2010: l’attribuzione dei Mondiali alla Russia (2018) e al Qatar (2022) sollevano polemiche e accuse di corruzione contro il comitato esecutivo. Contrariamente ai rappresentanti dell’UEFA, Blatter si era espresso a favore della candidatura degli Stati Uniti, contro il Qatar.

2011: Due giorni prima dell’elezione, lo sfidante di Blatter – Mohammed Bin Hammam – ritira la sua candidatura. L’uomo d’affari del Quatar è riconosciuto colpevole di aver acquistato i voti dei delegati caraibici. Blatter viene così riconfermato alla testa della FIFA e promette che sarà il suo ultimo mandato.

2014: durante il congresso della FIFA a São Paulo viene annunciato che Blatter si presenterà per un quinto mandato.

29 maggio 2015: malgrado l’arresto di sette alti funzionari della FIFA, Blatter è rieletto presidente della FIFA, dopo il ritiro dello sfidante Ali bin Al-Hussein. Al primo turno, lo svizzero aveva ricevuto 133 voti contro 73.

2 giugno 2015: Joseph Blatter annuncia le sue dimissioni; rimarrà in carica fino alle prossime elezioni, previste nel corso dell’inverno 2015/2016

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