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Regione Lombardia Una nuova commissione per le relazioni lombardo-svizzere

Ogni giorno, circa 60'000 frontalieri italiani varcano la frontiera per recarsi al lavoro in Ticino

(Keystone)

Il Consiglio Regionale lombardo ha appena istituito una commissione speciale per i rapporti tra Lombardia e Svizzera. L’organo dovrebbe occuparsi di diverse problematiche comuni, come occupazione, turismo e trasporti. Un’iniziativa accolta favorevolmente in Svizzera.

La comasca Daniela Maroni, neo-eletta consigliere regionale come capolista della Lista Maroni Presidente alle recenti elezioni della Lombardia, i problemi delle aree di confine li conosce bene. Promotrice della carta sconto benzina, da sempre si batte contro quello che chiama il «pendolarismo di frontiera per un pieno», che spinge gli italiani delle province di Como, Varese e Sondrio a rifornirsi del carburante svizzero ad un prezzo più vantaggioso.

Nell’ultimo plenum del consiglio regionale lombardo del 9 aprile, è stata relatrice del provvedimento che ha istituito la Commissione speciale per i rapporti tra Lombardia, Confederazione Elvetica e province autonome.

«Il nome dell’organo sintetizza il contenuto e gli sforzi che ci proponiamo di affrontare», racconta a swissinfo.ch la consigliera Maroni. «La necessità è dettata dal fatto che intendiamo affrontare, ad un tavolo politico, le singole questioni che rischiano di non trovare un punto di incontro e spesso si evolvono con fratture socio-culturali». Frizioni che proprio recentemente hanno riproposto il tema dei lavoratori transfrontalieri italiani contro i quali alcuni politici ticinesi hanno usato toni un po’ forti accusandoli di rubare lavoro ai locali e creare il dumping salariale perché accettano una paga inferiore anche del 40%.

I numeri di Lombardia e Svizzera

Dei 49.555 cittadini svizzeri che vivono in Italia, la metà risiede in Lombardia (fonte Consolato Generale della Svizzera di Milano).

In Svizzera risiedono 536.607 cittadini italiani di cui 67.796 lombardi (fonte AIRE).

Ogni giorno 60.900 lavoratori frontalieri italiani (in grandissima parte lombardi) attraversano il confine per lavorare in Svizzera. (fonte Ufficio Federale di Statistica).

La Lombardia da sola copre un terzo delle importazioni e quasi il 40% delle esportazioni italiane in Svizzera per un totale di oltre otto miliardi di scambi commerciali (fonte Camera di Commercio di Milano).

Per le imprese lombarde la Svizzera rappresenta il primo paese d’esportazione (fonte Confindustria Lombardia).

Il consolato svizzero di Milano è, con quello di Parigi, il più antico permanente della Svizzera, aperto dopo la creazione della Repubblica elvetica nel 1798 (fonte Consolato Generale della Svizzera a Milano).

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Esecuzione degli accordi in vigore

Ma che competenze avrà questa commissione e su che materie potrà proporre decisioni al Consiglio? «La Commissione – continua Daniela Maroni – si adopererà per accertare l’esecuzione degli accordi vigenti nelle diverse materie di interesse comune per le aree di confine coinvolte, valuterà le criticità emergenti, non solo quelle amministrative, ma anche quelle relative al sociale, all’occupazione, al territorio e alla sicurezza derivanti dall’esecuzione degli accordi operanti tra territori di confine e differenze tra gli ordinamenti.

Inoltre, «si accollerà l’analisi della definizione di indirizzi e di criteri per una attenta politica regionale per evitare la distrazione di risorse e la delocalizzazione di attività produttive della Lombardia e i territori di confine. Non da ultimo dovrà individuare nuovi ambiti di collaborazione. Ma sarà una struttura che opererà in termini di conoscenza e di indagine delle problematiche e si organizzerà al fine di dare delle risposte e affrontare le diverse tematiche anche attraverso progettualità elaborando proposte e iniziative».

Reazioni positive

L’istituzione della commissione e l’importanza dei temi che si propone di trattare, raccoglie il favore anche della Svizzera, che ha nell’Italia uno dei suoi principali partner commerciali e che sta cercando di armonizzare i rapporti con il vicino.

Negli ultimi tempi, infatti, sono stati incrementati gli incontri politici bilaterali tra il governo italiano e i ministri del governo svizzero. «Abbiamo preso nota con soddisfazione della istituzione della commissione speciale della Regione Lombardia e crediamo che sia una decisione che va nella buona direzione. Siamo all’inizio e non conosciamo chi saranno i membri che la comporranno e quali temi intenderanno sviluppare e approfondire. Ma reputiamo sia un buon passo», commenta a swissinfo.ch il console generale della Svizzera a Milano Massimo Baggi che, dalla sua nomina avvenuta nel 2010 e col suo impegno, ha contribuito a far sì che la Svizzera fosse il primo paese aderente ad Expo 2015 e il primo firmatario.

Anche grazie ai rapporti politici e diplomatici instaurati a livello lombardo. «Siamo ad un buon punto nelle relazioni con l’Italia ed il lavoro che abbiamo fatto e che andremo a fare in vista di Expo 2015 ci aiuterà a raccogliere una serie di tematiche direttamente o indirettamente legate all’esposizione universale. Che sono poi quelle che ci interessano a livello transfrontaliero. In Lombardia le recenti elezioni hanno portato ad un cambiamento alla presidenza con un nuovo consiglio. Credo vada sottolineata la sensibilità del presidente Roberto Maroni e la sua volontà di volere fare questo passo», aggiunge ancora il console che dichiara di non avere nessun problema a sedersi al tavolo della commissione come osservatore. «Credo che qualsiasi strumento che contribuisca a migliorare le nostre relazioni bilaterali e transfrontaliere, sia benvenuto».

swissinfo.ch

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