Navigazione

Saltare la navigazione

Funzionalità principali

Ridefinire la lotta ai decibel

I ripari fonici, costruiti negli ultimi anni, hanno permesso di migliorare la qualità di vita di molte zone residenziali, ma rimane molto da fare

(Keystone Archive)

Dopo 15 anni di lotta al rumore sono ancora più di 800mila, le persone fortemente disturbate dall'inquinamento fonico del traffico. Berna esamina l'introduzione di un diritto alla tranquillità.

"Sono stati fatti progressi, ma molto resta ancora da fare", ha osservato Philippe Roch, direttore dell'Ufficio federale dell'ambiente delle foreste e del paesaggio, stilando un bilancio in chiaroscuro delle misure adottate dalla Confederazione e dai cantoni.

Entrata in vigore nel 1987, l'ordinanza contro l'inquinamento fonico si è rivelata efficace nella costruzione di nuove infrastrutture stradali, ferroviarie e industriali nonché nella pianificazione di nuove aree edificabili.

Proroga per il rispetto dei limiti

Grossi problemi restano invece sul fronte dell'infrastruttura attuale "Si stima che circa 550mila persone siano fortemente disturbate da un rumore eccessivo delle strade e circa 265mila da quello prodotto dalle ferrovie", ha detto Roch. Due terzi della rete stradale, circa 1600 chilometri, non è ancora stato risanato, ragion per cui l'Ufficio propone una proroga di 5-10 anni. Il costo complessivo per combattere l'inquinamento fonico in questo settore ammonta a 3,5 miliardi di franchi, ma finora ad oggi ne sono stati spesi 1,2.

Nonostante i ritardi, la lotta anitrumore nel settore ferroviario procede relativamente spedita, anche grazie ai moderni treni, meno chiassosi die vecchi convogli. Su una rete di 5mila chilometri devono però ancora essere costruiti, circa 300 chilometri di partei fonoassorbenti. La scadenza per il risanamento acustico della ferrovia è stata già posticipata al 2015, risanamento che dovrebbe costare, tra misure antirumore e moderni vagoni, circa un miliardo di franchi.

Dalla lotta al rumore al diritto alla tranquillità

Se al momento la priorità è completare i lavori sulla base della legge attuale, a giudizio di Roch è comunque opportuno un ripensamento della strategia contro l'inquinamento fonico.

Se i limiti attuali venissero rispettati (60 decibel nelle zone abitative, 65 in zone industriali o già esposte), le orecchie di un quarto della popolazione sarebbero ancora sottoposte a immissioni foniche notevoli. La difesa contro il rumore eccessivo non garantisce ancora uno stato di benessere, obiettivo questo auspicato anche dall'Organizzazione mondiale della sanità.

L'Ufficio federale dell'ambiente esaminerà nel prossimo futuro la possibilità di introdurre una sorta di diritto alla tranquillità che i cittadini potranno fare valere per mettere a tacere i rumori non indispensabili preservando così zone urbane e spazi ricreativi.

Luca Hoderas


Link

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

×