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Ripescare le munizioni dal fondo dei laghi

Il lago di Thun fornisce acqua potabile a 400'000 persone.

(swiss-image)

I residuati bellici e le munizioni depositati sui fondali dei laghi svizzeri dovranno essere ripescati ed eliminati. Lo esige dal governo la Camera del popolo.

Il Consiglio federale preferiva continuare i test e mantenere lo status quo, per i rischi che comporta l'eliminazione di tali armamenti dal fondo dei laghi.

Contro il volere del governo, con 102 voti contro 56, il Consiglio nazionale (Camera del popolo) ha accolto una mozione di Ursula Haller (dell'UDC di Berna, destra), secondo cui queste munizioni rappresentano un pericolo per l'uomo e gli animali.

Secondo le indicazioni del Dipartimento federale della difesa (DDPS) si tratta di un totale di 8000 tonnellate, distribuite tra il lago di Thun, Brienz e Uri, come pure nel Gersauer Becken, nel Lago dei Quattro Cantoni. Nel solo lago di Thun giacciono 4000 tonnellate di materiale.

Pesci mutanti

I pesci del lago di Thun mostrano mutazioni mai osservate prima nel mondo e anche se finora non sono stati stabiliti dei legami diretti, all'origine delle mutazioni potrebbe esserci il materiale bellico che fra gli anni '40 e '60 l'esercito svizzero ha scaricato nel lago.

All'epoca non esistevano leggi specifiche che impedissero di usare un lago come discarica di vecchi proiettili, detonatori e bombe ad alto potenziale. Per fortuna non si trattava di armi chimiche o radioattive.

Oltre ai laghi usati come discariche, altri laghi svizzeri sono stati utilizzati come settori per gli obiettivi durante le esercitazioni di tiro. Di regola, informa il DDPS, sono stati usati proiettili inerti (senza esplosivi).

Finora i test delle acque non hanno rivelato la presenza di sostanze tossiche, ma l'acqua potabile di circa 400'000 persone, che proviene direttamente o indirettamente dai laghi di Thun e Brienz, nel cantone di Berna, potrebbe un giorno venir inquinata dagli armamenti: «una bomba a scoppio ritardato», la definisce Ursula Haller nella sua mozione.

Nessuna tecnica sicura

Fino ad ora nessuna tecnica è stata sperimentata per sgomberare quel tipo di munizioni e secondo il ministro della difesa, Samuel Schmid, nella situazione attuale, andare ad agitare il fondo dei laghi potrebbe rivelarsi più pericoloso dello status quo. Soprattutto a causa dei rischi di esplosione e di perturbazione dell'ecosistema.

Il consigliere federale ha chiesto perciò invano di rifiutare la mozione, per lasciare che gli studi in corso sui metodi di recupero vengano approfonditi.

swissinfo e agenzie

In breve

Secondo una ricerca pubblicata dal ministero della difesa nel 2004, sul fondo di 4 laghi svizzeri giacciono 8'000 tonnellate di materiale bellico.

Si tratta dei laghi di Thun, Brienz, Uri e del Gersauer Becken, nel Lago dei Quattro Cantoni.

Tra gli anni '40 e '60 furono scaricati nei laghi proiettili, bombe e detonatori.

Attualmente è in corso un programma di ricerca di 5 anni, per stabilire se le mutazioni di alcuni pesci nel lago di Thun sono state causate dagli armamenti.

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