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Risolto l'enigma del Toggenburgo

Il procuratore pubblico Thomas Weltert durante la conferenza stampa tenutasi a San Gallo

(Keystone)

La polizia ha smascherato il presunto autore delle intimidazioni a sfondo razzista ai danni di un medico e della sua famiglia nel canton San Gallo.

Fermata una donna svizzera di 43 anni con problemi psichici. Secondo le autorità, all'origine del caso non vi sarebbero tuttavia motivazioni razziste.

Lo ha comunicato venerdì la polizia cantonale sangallese precisando che la donna ha già confessato in parte gli addebiti.

La 43enne, residente nella regione, era in cura da marzo presso il medico, sposato con una donna di colore e padre di due figli. Mercoledì ha ammesso di aver scritto le lettere minatorie ma non di aver commesso danni alla casa e all'automobile del dottore.

Secondo la polizia sangallese, nonostante le minacce contenute nelle lettere utilizzassero termini razzisti, i motivi alla fonte del caso restano poco chiari.

"Non si può parlare di razzismo sistematico nel Toggenburgo", ha sottolineato il procuratore pubblico Thomas Weltert. "È difficile capire le ragioni di questi gesti. In realtà, non ce ne sono".

Ricompensa e test del Dna

La presunta autrice delle intimidazioni si trova attualmente in una clinica psichiatrica e non può essere interrogata. È stata arrestata grazie a informazioni della popolazione. Contro di lei esistono numerosi indizi.

La settimana scorsa era stata promessa una ricompensa di 10 000 franchi. Nel corso delle indagini sono state interrogate 42 persone e sono state effettuati dei test del Dna su 24 persone.

Secondo un portavoce della polizia, la famiglia ha ricevuto un totale di 17 lettere di minacce e insulti, oltre ad aver constatato 9 casi di vandalismo a proprio danno.

Fuga dal Toggenburgo

La famiglia, residente a Alt St. Johann (San Gallo), è stata perseguitata dal mese di maggio con lettere minatorie, lattine di vernice scagliate contro la casa, gomme dell'auto tagliate.

Inoltre, sono stati preso di mira anche pazienti del medico e donne che avevano inviato lettere a giornali in cui si dicevano indignate dell'accaduto.

La traumatica esperienza ha indotto la famiglia terrorizzata ad andarsene dalla Svizzera: l'anno prossimo emigrerà in Sudafrica.

La vicenda ha suscitato grande sdegno nelle autorità e nella popolazione locali che hanno anche organizzato una manifestazione a Unterwassen alla quale avevano partecipato circa 500 persone.

Le autorità ed i responsabili del turismo locale temono che l'attenzione mediatica per questo caso abbia causato un danno d'immagine ad una regione che fa del turismo una delle sue priorità.

swissinfo e agenzie

In breve

La famiglia (un medico, la moglie africana e due figli, residenti nel Toggenburgo, nel canton San Gallo) è stata perseguitata dal mese di maggio con lettere minatorie a contenuto razzista, lattine di vernice scagliate contro la casa, gomme dell'auto tagliate.

Mercoledì la polizia ha fermato la presunta colpevole: una donna svizzera di 43 anni con problemi psichici residente nella regione.

Le ragioni della persecuzione non sono chiare. Il caso ha suscitato parecchio sdegno nella regione.

La famiglia interessata ha deciso di lasciare il Toggenburgo e di emigrare in Sudafrica.

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