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Ristagno economico nel 2003

Il consumo privato, in particolare di generi alimentari, rimane una delle poche note positive del depresso quadro economico

(swissinfo C Helmle)

La debolezza del mercato interno ed esterno provocherà quasi sicuramente un ristagno delle attività economiche nell’anno in corso.

Con una contrazione di oltre un punto, il PIL ha toccato probabilmente il suo livello più basso nel secondo trimestre del 2003.

Il Prodotto interno lordo (Pil) ha subito un’evidente flessione nel secondo trimestre di quest’anno: secondo i dati pubblicati giovedì dal Segretariato di stato dell'economia (seco), è sceso dell’1,0% rispetto al trimestre corrispondente del 2002 e dell’1,2% rispetto al primo trimestre del 2003.

Il consumo reale delle economie domestiche è stato invece leggermente superiore a quello registrato nei trimestri passati. Rispetto al primo trimestre dell’anno è cresciuto ad esempio dello 0,7%.

La crescita è imputabile principalmente alle spese per i generi alimentari, le bevande e il tabacco - particolarmente dinamiche in questo trimestre. Pure in rialzo le spese per la salute, con una tendenza praticamente costante, come pure le spese per l'alloggio, leggermente aumentate.

Flessione prevista

Il calo del Pil svizzero nel secondo trimestre si è manifestato nelle dimensioni previste: per Aymo Brunetti, capo economista del seco, la diminuzione è da ricondurre alla cattiva congiuntura internazionale. I consumi interni si sono invece mantenuti.

«Il secondo trimestre appartiene al passato - ha detto Brunetti - e ora bisogna guardare avanti». Negli Stati Uniti vi sono segnali di ripresa e l'economia svizzera nel 2004 tornerà ad espandersi.

Stefan Eitenmüller, economista del centro di ricerche congiunturali di Basilea (BAK), ha affermato che l'andamento negativo del Pil rispecchia sia la debolezza del mercato interno, sia l'arretramento dell'economia mondiale. Le cifre sono comunque leggermente peggiori di quanto preventivato.

Raggiunto il punto più basso

Secondo Willy Roth, ricercatore del KOF del Politecnico di Zurigo, «è probabile che nel secondo trimestre il Pil abbia toccato il punto più basso». Anche nei prossimi due trimestri la crescita continuerà comunque ad essere negativa.

Sorpresa per l'ampiezza del calo del Pil è stata manifestata dall'Unione sindacale svizzera: secondo l'economista dell'USS, Serge Gaillard la Svizzera da sola non può uscire da questa situazione sfavorevole. La crescita verrà dagli Stati Uniti e dall'Europa, ha affermato.

Sul piano interno, Gaillard auspica un rinvio per almeno due anni del previsto programma di risparmi e un aumento delle retribuzioni del 2 per cento.

Contrazione del Pil 2003

Sull'insieme del 2003 il prodotto interno lordo svizzero segnerà una contrazione: l'economia dovrebbe ricominciare a tirare nel 2004, a condizione che la congiuntura nell'area dell'euro riprenda fermamente la via della crescita e che il corso reale del franco non mostri sostanziali rafforzamenti.

In Europa continua comunque a dominare la tendenza al ristagno e nel Regno Unito la crescita economica è arrivata a un punto d'arresto.

Per il seco, l'economia americana si profila invece quale propulsore della ripresa. La politica monetaria e finanziaria espansiva perseguita in questo paese comincia a mostrare i suoi effetti.

La congiuntura americana ha ripreso vitalità nel secondo trimestre 2003: sono in particolare aumentati gli investimenti delle imprese.

Non bisogna tuttavia attendersi una forte ripresa: in particolare non sembrano ancora riassorbiti i sovrainvestimenti risalenti al boom economico negli USA e nell'UE.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

1,0% la diminuzione del Pil nel secondo trimestre di quest'anno rispetto allo stesso periodo del 2002.
1,2% la flessione rispetto al primo trimestre 2003.
0,7% la crescita del consumo reale nel secondo trimestre rispetto ai primi tre mesi dell'anno in corso.

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In breve

La nuova flessione del Prodotto interno lordo viene attribuita in particolare alla debole congiuntura internazionale.

Mentre il mercato interno registra una leggera progressione, la ripresa economica mondiale continua a farsi attendere.

Propulsore della crescita economica dovrebbero essere nuovamente gli Stati uniti, da dove giungono segnali di un aumento degli investimenti delle imprese.

In Europa prosegue invece una tendenza al ristagno, favorita anche dal rafforzamento dell'euro rispetto al dollaro.

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