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Risultati intermedi solidi per UBS

UBS con il vento in poppa

(Keystone)

La prima banca svizzera presenta dei dati positivi: nella prima metà dell’anno l’utile netto è di 2,85 miliardi di franchi.

La ripresa delle borse e il contenimento dei costi hanno contribuito al risultato. Ma le cifre positive delle banche non giovano ancora alla ripresa dell'economia.

Toni positivi dalla centrale di UBS: nel secondo trimestre l’operatore finanziario ha sensibilmente migliorato la redditività in tutti i settori d’attività. Con un risultato intermedio netto di 2,853 miliardi di franchi nel primo semestre del 2003, la banca ha migliorato la redditività del 5,9% rispetto all’anno scorso.

I fondi in gestione sono aumentati di 14,4 miliardi di franchi. Il successo consolida la posizione di UBS a livello internazionale.

Il direttore generale Peter Wuffli tiene a sottolineare la capacità dimostrata dal suo istituto di navigare con successo nelle mareggiate congiunturali, precedendo la ripresa economica: «Ci sono evidenti segni di una ripresa dei mercati e di una nuova fiducia degli investitori che hanno garantito un buon esito intermedio».

In tutti i campi è stato possibile migliorare il risultato. UBS è infatti riuscita a far fruttare la ripresa dei mercati e l’aumentato volume delle transazioni sia da parte privata, sia da parte degli investitori istituzionali.

Controllo dei costi

Il rapporto tra costi e rendita è ritornata al livello del 2000. Dall’inizio dell’anno UBS ha licenziato e ristrutturato per ritrovare l’efficacia desiderata. Negli scorsi sei mesi sono stati cancellati 1'422 posti di lavoro.

A fine luglio UBS contava ancora 66'973 impiegati. Secondo Wuffli si tratta di un ridimensionamento inferiore alla media del settore.

In percentuale il personale è sceso del 3% rispetto all’inizio del 2003 e del 4% rispetto ai risultati intermedi dell’anno scorso. La direzione intende comunque mantenere un ferreo controllo sui costi, benché non siano previsti ulteriori rilevanti tagli all'organico.

Ottimismo pacato

Per il futuro la grande banca si dice ottimista: «Riteniamo che la pressione sul settore finanziario scenda progressivamente. Il peggio è passato», ha affermato Wuffli.

Malgrado i risultati positivi, molti osservatori rimangono preoccupati sullo sviluppo della congiuntura. La fiducia nei mercati rimane bassa e ci vorrà del tempo per risanare le conseguenze psicologiche provocate dai crolli del 2001 e dall'instabilità del 2002.

Ma non solo i mercati devono ritrovare la fiducia: nel settore crediti, le banche – fra cui anche UBS – rimangono molto prudenti, trattenendo così la ripresa dell’economia, malgrado i tassi ipotecari ai minimi storici.

La salute del sistema finanziario rispecchia direttamente quella dell’economia pubblica in genere. Le notizie di UBS sono dunque accolte con favore dagli specialisti.

Ma se gli istituti bancari sono degli indicatori della congiuntura, il flusso finanziario che gestiscono è anche il motore dell'economia. Da più parti si auspica dunque una disponibilità maggiore al rischio.

UBS si dice comunque ottimista, almeno per la sua posizione: il controllo severo dei costi, la prudenza negli investimenti e il consolidamento del marchio dovrebbero garantire anche in futuro un reddito sicuro per gli azionisti.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Utile netto nel secondo trimestre: 1'639 milioni di franchi
Primo trimestre 2003: 2'853 milioni
Rispetto al primo semestre del 2002 corrisponde a una crescita del 5,9%
UBS è il primo operatore finanziario elvetico attivo in tutti i settori a livello globale
L’istituto occupa 66'973 impiegati

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