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Rock around the swiss clock

Gli Yello, un gruppo svizzero che ha conquistato il mondo (foto tratta da Swiss Pop & Rock Anthology)

«Swiss Pop & Rock Anthology, dalle origini al 1985» è il titolo di un cofanetto di 5 cd pubblicato da Fondation Suisa e swissinfo/Radio svizzera internazionale.

Una compilation di 110 canzoni che parte dagli Hula Hawaiians per arrivare agli Young Gods!

1957: un certo John Lennon fa la conoscenza di un altro ragazzino di Liverpool, Paul McCartney, Paul Anka si esibisce per la prima volta alla televisione e «West Side Story» intraprende la sua carriera a Broadway.

A Basilea il gruppo «Hula Hawaiians» pubblica «Chimpanzee Rock», largamente ispirato a Bill Haley and the Comets. È il primo vagito del rock svizzero.

1957: è con questo anno magico che si apre l'antologia «Swiss Pop & Rock», per chiudersi poi con il 1985. La storia del rock elvetico ha già trovato spazio in numerosi album, ma è la prima volta che la si affronta in modo ampio e qualitativamente valido: 370 minuti di musica, 110 titoli rimasterizzati, di cui più della metà non era mai stata proposta su compact disc.

Far risuonare i vecchi tempi

L'idea di un viaggio nella musica rock e pop svizzera è nata dalla collaborazione tra la Suisa (associazione svizzera per i diritti d'autore) e swissinfo/Radio Svizzera Internazionale.

"Volevamo fare qualcosa per la musica svizzera, documentare quanto è successo nel campo del rock e del pop, e volevamo farlo con mezzi moderni", spiega Nicolas Lombard, direttore di swissinfo/SRI.

Sotto la guida di Hardy Hepp, parte integrante della storia rock svizzera, un gruppo di esperti ha ascoltato migliaia di titoli, per scegliere poi quelli che sono ancora in grado di rappresentare lo spirito degli anni in cui sono nati. "È stato un lavoro massacrante, ma alla fine ha vinto lo spirito del rock", dichiara Hardy Hepp.

I camaleontici anni Sessanta

Il primo album, «Beat», ci offre un'immersione negli swingin'sixties versione elvetica.

Nella Svizzera francese spiccano i «Faux Frères» - da cui prenderanno le mosse i cantanti Jean-Pierre Ska e Gaston Schaeffer - con una versione di «Be bop a Lula». O ancora «Les Aiglons» con un'incomparabile «Stalactite» firmata «Shadows».

Polo Hofer fa la sua apparizione nella Svizzera tedesca, anche se con i «Polo's People», il cantante si esibisce ancora in inglese. Si affaccia sulla scena svizzera anche Suzanne Klee che, prima di convertirsi al country, sceglie canzoni zuccherose.

All'appuntamento non manca Toni Vescoli - più alternativo e meno rockettaro - che con le sue «Sauterelles» firma «Heavenly Club», in testa alle classifiche del 1968.

I toni si fanno più duri

In seguito il percorso si fa più tematico. «Rock» parte con l'inizio degli anni Settanta. I giovani svizzeri hanno imparato a giocare con i decibel. Così, nel 1971, Toad, con «Stay», va a posizionarsi tra Black Sabbath e Cream.

Il cantante dei «Toad», Mark Storace, diventerà in seguito la voce dei Krokus, vere e proprie star degli anni Ottanta.
Tra i gruppi svizzerotedeschi importanti si possono segnalare anche Tea, Tusk e Irwish.

Non manca nemmeno il cosiddetto rock progressivo: «You're Still A Part Of Me», di tendenza Shankar-Harrison, è firmato dai Krokodil, incontestati leader zurighesi del genere. Dei Krokodil faceva parte Hardy Hepp, uno dei membri del comitato che ha scelto i titoli da presentare nell'antologia, titoli tra i quali si trova anche «Change» di Marco Zappa (1976).

L'album «Wave» gioca la carta punk e new-wave. Vi fanno capolino dei gruppi dai nomi spesso tanto ispirati quanto dimenticati: «Kleenex», «Nasal boys», «Sperma», «Yodler Killers» o «TNT» (presenti con un pezzo della durata di 43 secondi, «Züri brännt»).

Tra tanti che se ne sono andati, qualcuno ha resistito, come i Tickets o Stephan Eicher, che dopo «Filles du Limmatquai» (1982) ha percorso una certa strada.

Ma non è tutto, tra le perle da citare ci sono anche un Dieter Meier pre-Yello nei panni di Billy Idol («Cry For Fame», 1978) e gli ormai storici Young Gods («Envoyé», 1985).

Main stream e «Mundart»

L'album «Pop» è dedicato alle canzoni pensate per la radio. Oltre alle stelle locali (Hanery Amman, Bo Katzman Gang, Betty Legler, Olivia Grey), si trovano anche artisti di calibro internazionale (Phil Carmen, Yello, Double, Stephan Eicher).

Alle canzoni in dialetto svizzerotedesco è dedicato l'album intitolato «Mundart» (da Peter Hinnen a Züri West, passando per Die Ministrels, Rumpelstilz, Toni Vescoli e Span).

E la canzone pop romanda? Passa sotto silenzio, un dato di fatto che non rallegrerà gli amanti di Pascal Auberson o di Jean-Pierre Huser. La Svizzera italiana è presente grazie a Marco Zappa e a Franco d'Amico e alla sua «Voglio la mamma». Tutto sommato, l'antologia, che uscirà il 17 gennaio, è riuscita e presenta un ampio ventaglio di canzoni.

Questi cinque dischi permettono di constatare che se numerosi artisti si sono limitati a vivere nella scia delle mode anglosassoni, altri hanno saputo sviluppare il proprio talento in modo autonomo.

A quando un'antologia post 1985?

swissinfo

«Swiss Rock & Pop» (Suisa Disc): 5 cd, disponibili dal 17 gennaio 2003. Distribuzione: Sound Service, casella postale 10, 3073 Gümligen. E-mail: info@soundservice.ch

Fatti e cifre

"Swiss Pop & Rock" è la prima vera e propria antologia della musica pop e rock svizzera.
Comprende 110 brani musicali: dai primi anni del rock eveltico fino al 1985.
L'album è suddiviso in 5 CD di una durata complessiva di 370 minuti.

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