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Gli stipendi reali sono aumentati l'anno scorso in media dell'1,1% (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER

(sda-ats)

Gli stipendi reali sono aumentati l'anno scorso in media dell'1,1% in Svizzera rispetto al 2015.

Il dato calcolato dall'Ufficio federale di statistica (UST) è frutto della combinazione dell'indice dei salari nominali, aumentato dello 0,7% (a 100,7 punti), con il rincaro annuo negativo pari al -0,4%.

Per il quinto anno consecutivo l'incremento dei compensi nominali si è situato al disotto della soglia dell'1%, commenta l'UST in un comunicato odierno. Ma quasi tutti i rami economici hanno segnato un aumento reale grazie all'inflazione negativa.

Alla fine del 2015, al momento di prendere decisioni sugli adeguamenti salariali per il 2016, la crescita economica mondiale e quella elvetica erano ancora poco dinamiche. L'incremento in busta paga negoziato per i principali contratti collettivi di lavoro (CCL), cui è assoggettato quasi mezzo milione di dipendenti, era stato dello 0,4%.

Nel settore industriale gli stipendi nominali sono aumentati dello 0,4%, un tasso in calo rispetto agli anni precedenti (+0,5% nel 2015, +0,9% nel 2014, +0,7% nel 2013 e nel 2012). Il rincaro negativo ha comportato un aumento medio dei compensi reali dello 0,9% in tutto il ramo.

Vi sono però grandi disparità tra un segmento e l'altro, da -0,3% a +1,9%. Gli incrementi nominali maggiori sono stati registrati nel ramo dell'industria chimica e farmaceutica (+1,5%) e in quello della fabbricazione di macchinari, apparecchiature e mezzi di trasporto (+0,9%), seguiti da quello della fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica e orologeria (+0,7%). Nei rami metallurgico e alimentare sono stati invece registrati decrementi rispettivamente dello 0,1% e dello 0,2%. Nel comparto legno, carta e stampa si è assistito a un passo indietro sia nominale (-0,7%) che reale (-0,3%).

Il settore terziario ha registrato un aumento dei salari nominali dello 0,8%, superiore di quello dei due anni precedenti (+0,3% nel 2015 e +0,7% nel 2014). Le retribuzioni reali sono salite in media dell'1,2%. Gli incrementi nominali più marcati sono stati osservati nel ramo del commercio all'ingrosso (+2,2%) e in quello dei servizi finanziari e assicurativi (+2,1%). Il ramo del commercio e riparazione di autoveicoli è stato quello più svantaggiato, con una perdita nominale di -0,4% e una stagnazione delle remunerazioni reali.

Per tutti i salariati, dal 2012 al 2016 il ritmo annuo medio della progressione degli stipendi reali è stata dell'1,2% (+1,1% per gli uomini e +1,3% per le donne).

Nel settore secondario l'evoluzione annua media in questo lasso di tempo è stata dell'1,1%. I cosiddetti rami "di media-alta tecnologia", ovvero i grandi rami esportatori sono quelli che hanno influito maggiormente sulla crescita. Si tratta dell'industria chimica e farmaceutica (+1,7%), della fabbricazione di apparecchi elettrici, elettronici, di precisione e di orologi (+1,4%) e della fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici e di mezzi di trasporto (+1,3%). Gli altri rami industriali hanno presentato tassi di progressione annui medi compresi fra 0,7% a 1,1%.

Dal 2012 al 2016 il settore terziario ha registrato un incremento annuo medio dei compensi reali pari all'1,2%. I più fortunati sono stati i lavoratori dei rami attività artistiche, di intrattenimento e divertimento (+1,7%), dei servizi finanziari e assicurativi (+1,6%) e degli alberghi e ristoranti (+1,5%). Nello stesso periodo gli aumenti reali medi più contenuti sono invece stati registrati per i comparti trasporto e magazzinaggio (+0,7%) nonché sanità e assistenza sociale (+0,8%).

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SDA-ATS