Samuel Schmid a difesa della riforma dell'esercito

Il capo del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport in occasione di una visita ad una scuola reclute Keystone

Intervenendo sabato al raduno del «Redressement National», il consigliere federale Samuel Schmid ha accoratamente difeso la riforma della legge militare in votazione il prossimo 10 giugno, affermando che i soldati armati in missione di pace all'estero rappresentano una neutralità vissuta.

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 marzo 2001 - 14:21

La nuova legge non mette assolutamente in discussione la neutralità della Svizzera, ha affermato Schmid il quale ha presentato la revisione legislativa come un primo passo verso quello che dovrà essere domani un esercito moderno. Da un lato l'invio all'estero di soldati armati e dall'altro la possibilità di far istruire le truppe svizzere fuori dalle frontiere nazionali e ospitare soldati stranieri nella Confederazione.

Il capo del dipartimento della difesa ha ribadito che i soldati all'estero armati non significano un atteggiamento bellicoso e che agli organismi quali NATO, ONU, UE o OSCE non verrà sacrificato alcundiritto di sovranità.

Schmid ha quindi criticato i partiti, tra cui il suo - l'UDC - che si allontanano dai propri principi di base e stringono alleanze di comodo in vista di votazioni come quella del 10 giugno: una parte dell'UDC e del PS si ritrovano infatti insieme nel contrastare la revisione della legge militare.

In conclusione del suo intervento Schmid ha invitato i membri del Redressement a rinunciare ad atteggiamenti di fondamentalismo.

I delegati di Redressement National hanno eletto all'unanimità l'imprenditrice Monika Notter alla presidenza: prende il posto di Peter Gross, rimasto sette anni alla guida di questo movimento.

swissinfo e agenzie

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