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Probabile approvazione legale in Svizzera per la capsula per il suicidio assistito Sarco

La capsula Sarco è stata esposta durante vari eventi artistici e di design in Europa. Exit International

Il dispositivo stampato in 3D per il suicidio assistito potrebbe in futuro essere utilizzato legalmente in Svizzera. È quanto emerge da una perizia ottenuta da Exit International - l'organizzazione che ha sviluppato "Sarco".

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 dicembre 2021 - 08:15

Questo articolo è stato corretto a seguito di un'inchiestaLink esterno dell'8 dicembre di watson.ch: le affermazioni di Philip Nitschke secondo le quali era in trattative con diversi gruppi in Svizzera per lanciare la capsula Sarco il prossimo anno non hanno potuto essere verificate. Nessuna delle principali organizzazioni svizzere di suicidio assistito - Dignitas, Exit Deutsche Schweiz o Ex International - ha confermato di star considerando la tecnologia, secondo watson.ch.

Nel 2020, quasi 1'300 persone hanno scelto di fare ricorso al suicidio assistito tramite le due principali organizzazioni che offrono questo servizio in territorio elvetico: Exit (ente distinto da Exit International) e Dignitas. Il metodo attualmente in uso prevede l’assunzione di sodio pentobarbital diluito.

"La persona sperimenterà un vago disorientamento e una lieve euforia, prima di perdere conoscenza."

Philip Nitschke, Exit International

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Dopo aver ingerito il farmaco, il paziente impiega tra i due e i cinque minuti ad addormentarsi, prima di scivolare in un coma profondo presto seguito dalla morte. L’alternativa offerta da Sarco per un trapasso sereno, invece, non prevede l’uso di sostanze regolamentate.

SWI swissinfo.ch ha intervistato il dottor Philip Nitschke, fondatore dell’azienda australiana Exit InternationalLink esterno, per saperne di più sulla sua invenzione, la capsula-sarcofago Sarco, e sul ruolo che ritiene potrebbe assumere nel settore della morte assistita in Svizzera.

SWI swissinfo.ch: Che cos’è Sarco e come funziona?

Philip Nitschke: È una capsula stampata in 3D che viene attivata dall’interno, dalla persona che desidera mettere fine alla propria vita. Il macchinario può essere trasportato ovunque per offrire questo servizio, da uno spazio aperto con un panorama idilliaco alle sale di un’organizzazione per il suicido assistito, per esempio.

La persona non dovrà fare altro che entrare nella capsula e sdraiarsi sul comodo lettino. Dopodiché, dovrà rispondere a una serie di domande e poi potrà premere il pulsante all’interno del macchinario, attivando il meccanismo nei tempi che preferisce.

La capsula è montata su un supporto che sprigiona azoto liquido al suo interno, facendo calare rapidamente i livelli di ossigeno dal 21% all’1% in circa 30 secondi. La persona sperimenterà un vago disorientamento e una lieve euforia, prima di perdere conoscenza. La morte avviene per ipossia e ipocapnia, cioè mancanza di ossigeno e anidride carbonica, senza provocare panico né senso di soffocamento. [In un ambiente in cui l'ossigeno è inferiore all'1%, dopo aver perso conoscenza la morte sopraggiungerebbe dopo circa 5-10 minuti, secondo Philip Nitschke].

La capsula Sarco è realizzata con stampanti in 3D. Exit International

A che punto è lo sviluppo del macchinario? Quando sarà disponibile per l’uso?

Lo scorso anno abbiamo richiesto il parere di diversi esperti sulla possibilità legale di usare Sarco per il suicidio assistito in Svizzera. L’analisi giuridica è stata completata e siamo molto felici del risultato, da cui è emerso che non abbiamo trascurato nulla. Il dispositivo non pone alcun problema legale.

Al momento abbiamo prodotto due prototipi di Sarco, e un terzo è attualmente in stampa nei Paesi Bassi. Se tutto va bene, il terzo macchinario dovrebbe essere pronto per diventare operativo in Svizzera nel 2022.

Il primo Sarco è in mostra al Museum for Sepulchral CultureLink esterno (Museo della cultura sepolcrale) di Kassel, in Germania, da settembre 2021 ad agosto 2022. Il secondo si è rivelato esteticamente meno gradevole. Per questa e altre ragioni, non è il modello migliore per l’uso.

Molti dei progetti collaterali legati a Sarco hanno subito dei ritardi a causa della pandemia. Tra questi, lo sviluppo di una telecamera che consenta alla persona all’interno di comunicare con l’esterno. Il consenso informato del soggetto, infatti, va obbligatoriamente registrato. La telecamera è stata autorizzata, ora bisogna produrla.

Il suo obiettivo dichiarato è la demedicalizzazione della morte assistita. Che cosa significa?

Al momento, la procedura di suicidio assistito prevede il coinvolgimento di uno o più medici, per prescrivere il sodio pentobarbital e confermare il pieno possesso delle facoltà mentali del soggetto. Noi vorremmo rimuovere qualsivoglia valutazione psichiatrica e lasciare al singolo individuo il controllo sulle modalità con cui togliersi la vita.

Il nostro obiettivo è sviluppare un sistema di screening tramite intelligenza artificiale per stabilire le facoltà mentali del soggetto. Come prevedibile, l’idea è stata accolta con grande scetticismo, soprattutto da parte degli psichiatri. Il concetto base, tuttavia, è che la persona possa fare un test online e ricevere un codice per accedere a Sarco.

Il testo è stato aggiornato il 7 dicembre con la seguente informazione: In un ambiente dove il livello di ossigeno è inferiore all'1%, dopo aver perso conoscenza la morte avviene dopo circa 5-10 minuti, secondo Philip Nitschke.]

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