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Scoperta svizzera contro la malattia del sonno

Un'immagine al microscopio del Trypanosoma brucei, il parassita monocellulare responsabile della malattia del sonno, trasmesso all'uomo dalla mosca tsetse

Ricercatori dell'Università di Berna hanno scoperto un punto debole del Trypanosoma brucei, il parassita responsabile del morbo.

Le infezioni trasmesse dagli insetti, come la malaria, la febbre gialla e la malattia del sonno, colpiscono le regioni più povere della terra, dove mancano le risorse economiche per bonificare le campagne ed i corsi d'acqua da mosche e zanzare. La popolazione vive in condizioni igieniche precarie e l'assistenza sanitaria è carente.

Ricerca preziosa

A questa grave situazione si aggiunge lo scarso interesse dell'industria farmaceutica nei riguardi di un settore di ricerca poco remunerativo: le terapie disponibili sono vecchie di decenni, superate dall'evoluzione di agenti patogeni resistenti, e spesso comportano pesanti effetti collaterali.

In un panorama così desolante spicca il lavoro di pochi scienziati, che mettono a frutto le tecnologie più avanzate nella lotta contro queste malattie troppo a lungo trascurate. Scienziati come Thomas Seebeck e Roya Zoraghi, dell'Istituto di Biologia Cellulare dell'Università di Berna, hanno identificato un punto debole del Trypanosoma brucei, il parassita monocellulare responsabile della malattia del sonno, trasmesso all'uomo dalla mosca tsetse.

Il veicolo di contagio

La mosca, diffusa nelle foreste e nelle savane dell'Africa sub-sahariana, è portatrice sana del parassita e lo inietta nell'organismo delle sue prede umane quando le punge per succhiare il sangue, come fa la zanzara anofele con il plasmodio della malaria.

Il Trypanosoma brucei si riproduce nel sangue della vittima durante una fase di incubazione caratterizzata da sintomi leggeri: febbre, mal di testa e dolori muscolari. Quindi il parassita raggiunge il cervello del suo ospite e lo danneggia in modo irreversibile.

I sintomi che si manifestano in questa fase sono sempre più gravi: disorientamento, mancanza di coordinazione nei movimenti, insonnia notturna e sonno irresistibile durante il giorno. Infine il paziente cade in coma e muore.

Proteina miracolosa

I farmaci usati oggi per trattare la malattia del sonno sono efficaci solo nelle primissime fasi dell'infezione e provocano pesanti effetti collaterali. La scoperta dei due ricercatori di Berna, descritta sulle pagine dei "Proceedings of the National Academy of Sciences", apre la strada all'impiego di nuove sostanze letali per il parassita e meno dannose per l'organismo del paziente.

Thomas Seebeck e Roya Zoraghi hanno isolato una proteina del Trypanosoma brucei indispensabile per la sua proliferazione nel sangue dell'ospite. I due biologi hanno sperimentato su un campione di sangue infetto una sostanza che blocca il funzionamento di questa proteina. Il parassita ha smesso di riprodursi e, infine, è morto.

Maria Cristina Valsecchi


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