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Scorie radioattive: si riparte da zero

Oppositori al progetto di deposito nel Wellenberg, nel canton Nidvaldo

(Keystone)

Il secco no del semi-cantone di Nidvaldo l'ha ribadito. La Svizzera deve rivedere la sua politica d'immagazzinamento delle scorie radioattive.

Intanto i rifiuti si accumulano. Ma di soluzioni in vista nemmeno l'ombra.

Questo secondo smacco è ancora più cocente del primo.

Sette anni fa, il 52,5% dei cittadini di Nidvaldo aveva detto "no" al deposito nel Wellenberg voluto dalla Cisra (cooperativa per l'immagazzinamento delle scorie radioattive), l'autorità competente per la ricerca dei luoghi dove realizzare i contestati depositi.

Domenica scorsa gli oppositori hanno guadagnato cinque punti. Il 57,5% ha infatti nuovamente respinto la richiesta. E per di più, questa volta il voto non riguardava che la realizzazione di una galleria di sondaggio.

Il ministro dell'economia Moritz Leuenberger ne ha subito tratto l'unica conclusione possibile: il progetto Wellenberg è "morto".

Nuova situazione

Alla Cisra, attiva dal 1978 e dove da 15 anni si lavora sull'ipotesi Wellenberg, ci si accontenta di prendere atto della decisione degli elettori. "Dobbiamo rispettare la scelta della popolazione di Nidvaldo", dichiara Hans Issler, presidente della cooperativa.

"La palla passa ora ai politici. Non spetta ai noi tecnici risolvere il problema". Ed in effetti, proprio lunedì il Parlamento ha discusso della nuova Legge sull'energia nucleare.

Il Consiglio nazionale ha ripristinato il diritto dei cantoni ad opporsi, anche in futuro, ai sondaggi della Cisra.

"I cittadini interessati debbono sempre disporre dell'ultima parola sulla realizzazione di un deposito di scorie", dichiara Armin Breaunwalder, responsabile della Fondazione svizzera dell'energia.

La ricerca continua

La situazione si fa complicata. Le scorie continuano ad essere accumulate in depositi provvisori a Würenlingen ed all'interno delle cinque centrali nucleari svizzere.

"La loro capacità, al momento, è sufficiente", dice a swissinfo Beat Wieland, dell'ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio. "Ma una soluzione definitiva s'impone".

Da decenni si cerca un luogo dove costruire un deposito fisso. Senza successo. E ora, il nuovo no dei cittadini di Nidvaldo. "Con questa decisione non ci siamo certi avvicinati alla soluzione del problema scorie", aggiunge Beat Wieland.

Chi accoglierà le scorie?

Il lavoro alla Cisra non manca. Dopo le scorie debolmente e mediamente radioattive, dovrà infatti occuparsi anche di quelle particolarmente radioattive. Per quest'ultime, si sta valutando l'idoneità di una zona sul Weinberg zurighese.

In questo caso niente però scotta. La Cisra valuta che lo stoccaggio definitivo non avrà luogo prima del 2040. Hans Issler non esclude che, da qui ad allora, potrebbe essere trovata una soluzione a livello europeo.

Secondo Issler, due o tre depositi sarebbero sufficienti per l'intero continente. Resta da vedere che paese sarà disposto ad accoglierli.

swissinfo

Fatti e cifre

In Svizzera ci sono 5 centrali nucleari
Esse producono circa il 40% dell'elettricità elvetica
Scorie radioattive nei depositi provvisori: circa 4400 m3

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In breve

Dal 1978 la Cisra è alla ricerca di luoghi adatti per la creazione di depositi di scorie radioattive. Nessuna soluzione è stata finora trovata.

Dopo il secondo no popolare alla galleria di sondaggio nel Wellenberg, gli esperti del Cisra passano la palla ai politici.

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