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Sergei Aschwanden: obiettivo vittoria

Lo sguardo di Sergei Aschwanden punta ormai costantemente su Atene

(Keystone)

Multiplo campione svizzero, due volte campione d’Europa e vice-campione del mondo in carica, Sergei Aschwanden si reca ad Atene per conquistare una medaglia olimpica.

Il judoka intende rifarsi della cocente delusione patita 4 anni fa a Sydney, quando fu eliminato al primo turno del torneo.

Dimenticare il passato per concentrarsi unicamente sul prossimo obiettivo: l’oro olimpico nella categoria maschile under 81 kg.

Sono ormai quattro anni che Sergei Aschwanden prepara l’appuntamento greco. L’obiettivo di una carriera. L’obiettivo della vita.

L’atleta svizzero è convinto che, durante questo mese d’agosto, ha la possibilità di salire sul gradino più alto del podio olimpico.

Tra i favoriti, il vodese sa comunque anche che niente è vinto in anticipo. Le sconfitte patite al primo turno delle Olimpiadi di Sydney e nella finale degli ultimi campionati del mondo di Osaka (settembre 2003) lo hanno crudelmente confermato.

Quel che conta, sarà essere pronti al 100% per il 17 agosto. Quando Sergei Aschwanden scenderà sul “tatami” del Ginnasio olimpico d’Ano Liossia ad Atene.

In piena fase di preparazione, il judoka ha trovato il tempo per rispondere ad alcune domande di swissinfo. Incontro.

swissinfo: Sergei Aschwanden, cosa rappresentano per lei i Giochi olimpici?

Sergei Aschwanden: Spesso i Giochi rappresentano un’ideale per la gente. Per quel che mi riguarda, sono piuttosto un problema al quale sono confrontato e che devo risolvere. Li percepisco in modo molto razionale.

Si tratta di una competizione che si svolge soltanto ogni quattro anni. Attorno all’evento gravitano poi tutta una serie di elementi particolari, quali la pressione dei media, quella della propria squadra o dei propri amici.

Inoltre, alle Olimpiadi partecipano soltanto i migliori. Una situazione estrema nella quale l’unica soluzione consiste nel dare il 100% delle proprie capacità.

Nonostante la sconfitta già nel primo turno, conservo un eccellente ricordo di Sydney. La delusione sportiva che ne era scaturita ha poi costituito la base sulla quale ho costruito i buoni risultati successivi. Mi ha fatto maturare.

swissinfo: Lei viene regolarmente citato tra i potenziali favoriti per una medaglia. Sarebbe deluso se non riuscisse a conquistare quella d’oro?

S.A.: No. Ho sempre ribadito che il mio obiettivo è una medaglia, che quindi non dovrà necessariamente essere quella d'oro.

Se riuscissi ad ottenere l’argento o il bronzo, già si tratterebbe della ciliegina sulla torta. Se poi dovessi vincere l’oro, allora potremmo parlare della candela sulla ciliegina.

swissinfo: Durante la preparazione a questi Giochi, lei si è praticamente isolato, rinchiudendosi in una bolla…

S.A.: Mi sono tenuto volontariamente lontano da tutto perché il mio piano d’allenamenti è stato molto carico. Il programma comprendeva anche dei momenti di recupero importanti per poter continuare ad allenarmi in modo così intenso.

Oggi, la mia preparazione è terminata. Gli allenamenti servono ormai soltanto a trascorrere il tempo. Tutti i dettagli sono stati considerati. Non mi resta che perdere ancora un chilo per essere al meglio. Almeno spero…

swissinfo, Mathias Froidevaux, Raphael Donzel
(traduzione, swissinfo, Marzio Pescia)

Fatti e cifre

Tra il 1993 ed il 2003, Sergei Aschwanden ha conquistato 8 volte il titolo di campione svizzero;
Campione d’Europa nel 2000 e nel 2003;
Terzo ai mondiali 2001;
Vice-campione del mondo nel 2003.

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In breve

Ai Giochi olimpici di Atene saranno presenti soltanto due judoka svizzeri: Sergei Aschwanden (categoria uomini, under 81 kg) e Lena Göldi (donne, under 57 kg).

Se dovesse riuscire a conquistare una medaglia, Sergei Aschwanden diverrebbe il primo judoka svizzero ad ottenere una distinzione in tutte le tre principali competizioni internazionali (mondiali, europei ed Olimpiadi).

Quattro anni fa, ai Giochi olimpici di Sydney, Aschwanden era stato eliminato al primo turno.

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