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La Svizzera non sfugge alla minaccia jihadista

Malgrado la Svizzera «non sia stata designata tra gli obiettivi principali dei gruppi jihadisti», in quanto paese europeo è anch’essa toccata dalla minaccia terroristica, il pericolo numero uno per la sicurezza del paese. È quanto emerge dall'ultimo rapporto dei servizi segreti elvetici. A preoccupare è anche la crisi in Ucraina e l’instabilità crescente nel Nord Africa e in Medio Oriente. 

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 maggio 2016 - 00:00
tvsvizzera.it e swissinfo.ch

I «viaggiatori jihadisti», così come i «singoli individui e gruppuscoli radicalizzati» rappresentano attualmente «la minaccia terroristica principale per il nostro continente», ha dichiarato lunedì davanti alla stampa Markus Seiler, a capo del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC).

Gli agenti dei segreti elvetici continuano a monitorare siti internet, social media e forum, sulle tracce di possibili jihadisti residenti in Svizzera. Secondo il SIC, sarebbero una sessantina le persone partite per combattere nella Jihad, di cui una quarantina in Siria. «Non sappiamo però quanti siano i dormienti», ha detto Seiler.

Oltre alla minaccia terroristica, il SIC si è detto particolarmente preoccupato dalla situazione in Ucraina, teatro di «una guerra destinata a modificare durevolmente il panorama europeo a livello di politica di sicurezza». 

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