Sgravi fiscali: le reazioni

Sinistra e sindacati denunciano i nuovi «regali ai ricchi», i partiti borghesi e il padronato vorrebbero regali ancor più grandi: queste, in sintesi, le reazioni alla strategia fiscale annunciata lunedì dal Consiglio federale.

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 marzo 2000 - 11:31

La volontà del governo di «continuare a trattare con riguardo i ricchi» mentre «i redditi bassi e medi hanno visto i loro oneri aumentare costantemente negli ultimi dieci anni» è semplicemente «scandalosa», protesta l'Unione sindacale svizzera (USS). La maggiore confederazione sindacale del paese critica in particolare la decisione di continuare a non tassare i guadagni in capitale e di offrire alla piazza finanziaria elvetica «un regalo fiscale da 500 milioni di franchi» con la riduzione della tassa di bollo sulla negoziazione di titoli.

Il Partito socialista è categorico: «niente regali fiscali senza imposta sui guadagni in capitale».La riduzione della tassa di bollo deve essere compensata dal settore finanziario, reclama il PS, che giudica invece globalmente in modo positivo la riduzione per le famiglie, come pure il cambiamento di sistema di tassazione per l'abitazione propria.

La prospettata amnistia fiscale è invece fuori posto sia per il PS sia per l'USS, come pure per i Verdi, che la ritengono un favore agli evasori. Sulla stessa linea di socialisti e USS, il Partito ecologista giudica «sorprendenti» - e un cedimento alle pressioni dell'UDC - alcuni punti del progetto governativo. Da parte sua, la Federazione svizzera dei sindacati cristiani (FSSC) costata come dopo "l'isteria del risparmio" arrivino ora i regali fiscali.

Altro suono di campana sul fronte borghese. Per una volta ci si può rallegrare, ha commentato il portavoce del Partito liberale- radicale svizzero Guido Schommer. Ma non è il caso di entusiasmarsi troppo: il pacchetto proposto sopprime «alcune ingiustizie urtanti» ma non se ne deve in alcun modo abusare quale alibi per nuove tasse. Per il PLR gli sgravi fiscali mirati sono in linea con le rivendicazioni dei partiti borghesi, ma dovrebbero andare ancor più in là.

Per l'UDC, la tassa di bollo deve semplicemente scomparire. A suo avviso è chiaro che i risparmi vanno fatti sul fronte dei costi. Soddisfazione invece per gli sgravi alle famiglie e per la rinuncia all'imposta sui guadagni in capitale. Per quanto riguarda il cambio sistema di tassazione per l'abitazione propria, l'UDC trova insufficienti sia gli sgravi proposti sia l'incoraggiamento alla proprietà.

Anche per Unione svizzera di commercio e d'industria (Vorort) le proposte del governo sono troppo timide, insufficienti per rafforzare la concorrenzialità dell'economia elvetica. Il Vorort deplora che non siano stati considerate una riduzione dell'imposta federale diretta e un alleviamento della doppia imposizione dei guadagni.

swissinfo-agenzie

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