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Si allarga lo scandalo dei funzionari federali truffatori

I disonesti funzionari federali tratti in arresto, a differenza di Totò e Nino Taranto che nel film Totò truffa '62 rifilavano il Colosseo ai turisti americani, hanno sottratto 4 milioni e 600 mila franchi al fisco

Quinto arresto su ordine del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) in relazione ai ristorni milionari sull'Iva ad una società fantasma.

La notizia è stata confermata domenica dal portavoce dell'MPC Hansjürg Mark Wiedmer. Quattro persone, tra cui due ex funzionari federali, si trovano già in prigione. Parte del bottino sarebbe stata sotterrata in un bosco del Giura bernese. Le ricerche effettuate non hanno però dato esito.

Rimborsi Iva fittizi

Il quinto uomo arrestato, finito in manette la scorsa, è di nazionalità svizzera, ha precisato Wiedmer: il suo ruolo, ha precisato, sarebbe stato circoscritto alla ricerca di un luogo adatto per nascondere parte dei 4,6 milioni sottratti alla Confederazione.

Uno dei due ex funzionari della Confederazione, un esperto fiscale di 34 anni, avrebbe infatti confessato agli inquirenti di aver occultato parte del bottino in un bosco del Giura bernese, ma di non saper più dove si trovi il denaro: l'uragano «Lothar» di due anni fa ha sconvolto il paesaggio cancellando di fatto i punti di riferimento che avrebbero permesso di ritrovare il malloppo.

Delinquenti per luci rosse

Gli investigatori armati di pala e piccone si sono recati lo stesso sui luoghi indicati ma non hanno trovato alcunché. Tuttavia, è probabile che sottoterra non ci sia un bel niente. Stando al settimanale svizzero tedesco SonntagsBlick, il secondo ex impiegato della Confederazione, 33 anni, avrebbe confessato agli investigatori che il denaro era già stato disseppellito da tempo. Nei prossimi giorni le autorità cercheranno di fare luce su queste contraddizioni.

Contro i principali accusati grava il sospetto di corruzione, falsità in documenti e amministrazione infedele. In combutta con due complici, gli ex impiegati federali hanno approfittato del loro ruolo all'interno dell'amministrazione per fondare nel 1997 una società con sede nel canton Berna, battezzata Expotronic, ufficialmente attiva nel commercio di meccanismi elettronici e utensili.

Per tre anni, i funzionari hanno restituito 4,6 milioni di franchi di Iva a Expotronic per affari del tutto fittizi. Parte del denaro sarebbe stata spesa in locali a luci rosse della regione di Bienne. La mente dell'operazione, precisa il giornale, sarebbe il più anziano dei due ex funzionari, il quale siede anche quale rappresentante del partito radicale nel consiglio comunale di Nidau (nel Canton Berna).

swissinfo e agenzie


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