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Si divorzia di più, ci si sposa di meno

Sposi novelli: Franco Knie e Claudia Uez non hanno seguito il trend degli svizzeri che celebrano sempre meno matrimoni

(Keystone)

Forte progressione nei divorzi in Svizzera nel 2004 rispetto al 2003. Aumentano le nascite, i figli arrivano più tardi e spesso da madri non sposate.

Altro dato significativo del movimento naturale della popolazione: l'aspettativa di vita si è allungata di sei mesi per entrambi i sessi.

Il numero delle nascite è lievemente aumentato in Svizzera nel 2004 mentre è calato quello dei decessi. Più di due matrimoni su cinque finiscono ormai in divorzio. Se questo tasso dovesse restare stabile in futuro si arriverà ad una media di oltre 40% di divorzi.

Questi i dati che emergono dalla statistica del movimento naturale della popolazione pubblicati venerdì dall'Ufficio federale di statistica (UST).

Più divorzi in città

Se si confrontano le cifre dei diversi cantoni, si nota che esiste un distacco tra campagna e città. Intervistato dalla RSI, Marcel Heiniger, dell'Ufficio federale di statistica fa notare come sia questa la differenza maggiore, e che non si nota invece alcuna variazione legata alla confessione. Non si divorzia dunque più o meno in un cantone protestante o in un cantone cattolico, ma più a Zurigo che ad Appenzello.

Il record dei divorzi va a Neuchâtel, mentre il cantone dove si divorzia meno è proprio Appenzello interno. Anche il Giura e Uri hanno un tasso relativamente basso, mentre è alto a Ginevra e a Zurigo.

Le cifre fotografano l'evoluzione delle abitudini, dei trend e della composizione della popolazione. Lo scorso anno sono nati 73'082 bambini, 1'234 in più rispetto al 2003.

Nonostante questo lieve aumento, il numero di nascite, diminuito circa del 15% dalla prima metà degli anni Novanta, rimane più o meno stabile dal 2001. In Ticino i neonati sono stati 2'753, nei Grigioni 1'660.

Figli di donne non sposate

Il numero medio di figli per donna è leggermente aumentato, passando da 1,39 nel 2003 a 1,42 l'anno passato. Nel 1970 la media era ancora di 2,04.

Il tasso di natalità è più alto tra le straniere (1,89) che tra le svizzere (1,26). Da notare che è in continua crescita la quota di figli nati da donne non coniugate: l'anno scorso erano il 13,3%, contro il 12,4% un anno prima e il 3,8% nel 1970.

Meno caldo, meno decessi

Nel 2004 sono morte 60'180 persone, 2'890 in meno del 2003. Secondo l'UST ciò è principalmente dovuto all'assenza di un'ondata di caldo come quella dell'estate 2003.

I decessi sono infatti calati del 10,1% nei mesi di luglio e agosto. In Ticino nell'arco dell'intero anno i trapassi sono stati 2'708, nei Grigioni 1'572.

Di conseguenza, la crescita naturale della popolazione, ossia la differenza tra nascite e decessi, è pari a 12'902, contro 8'778 nel 2003. In Ticino si è avuto un'eccedenza di 45, nei Grigioni di 88.

Un quinto si sposa almeno due volte

I matrimoni sono stati 39'460, 596 in meno del 2003. Prosegue quindi il calo iniziato nel 1992. In Ticino si sono registrati 1'478 connubi, nei Grigioni 798. Da sottolineare che circa un quinto sia degli uomini che delle donne si è sposato per almeno la seconda volta.

I divorzi hanno invece segnato un forte aumento a 17'949, 1'150 in più rispetto all'anno precedente. Si tratta del maggior incremento annuo dal 1998. In Ticino se ne sono contati 721, nei Grigioni 410.

Matrimonio e nascita del primo figlio avvengono sempre più tardi: quando convolano a prime nozze le donne hanno in media 28,6 anni (2003: 28,4), gli uomini 30,8 (30,6). Al primo parto le donne hanno in media 29,3 anni (29,1). Nel 1970 ne avevano in media 25.

La speranza di vita, infine, è aumentata di circa mezzo anno per i nascituri di entrambi i sessi. Lo scorso anno si attestava a 78,6 anni per gli uomini e a 83,7 per le donne. Lo scarto tra i sessi si riduce costantemente.


swissinfo e agenzie

In breve

In Svizzera la popolazione è aumentata nel 2004.

Il numero delle nascite (73'100) è superiore infatti a quello dei decessi (60'200).

Aumenta anche l'aspettativa di vita (sei mesi in più).

Si attesta ora a 78,6 anni per gli uomini e a 83,7 per le donne.

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