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Sistema elvetico per telefonate anti-intrusione

Il sistema per conversazioni sicure si compone di due box collegati ad ogni estremità da un cavo in fibra ottica (Foto: id Quantique)

Una società svizzera ha testato un innovativo sistema per telefonare. Attraverso un codice criptato evita l'ascolto da parte di terze persone.

id Quantique, una società di ricerca dell'Università di Ginevra, ha effettuato con successo la prova sul terreno. I ricercatori hanno trasmesso un messaggio completamente sicuro attraverso la normale rete telefonica standard tra Ginevra e Losanna, una distanza di 67 chilometri.

Dalla matematica alla fisica

La società utilizza il quantum cryptography, un generatore di numeri aleatori. Il sistema criptografico è stato sviluppato su una tecnologia che si basa sui singoli fotoni di luce. L'innovazione consente agli utenti di verificare se i loro dati sono stati alterati.

L'esperimento ha permesso di stabilire che la tecnologia di comunicazione telefonica anti-intrusione sviluppata dalla id Quantique di Ginevra è pronta per essere commercializzata.

"Si tratta di una vera e propria rivoluzione nella concezione della sicurezza delle comunicazioni - dichiara a swissinfo Grégoire Ribordy co-fondatore di id Quantique. - D'ora innanzi la sicurezza nelle comunicazioni non si baserà più su algoritmi matematici, ma sulle leggi della fisica".

Chiave segreta

Con il sistema quantum cryptography quando due utenti vogliono avere la certezza di una conversazione sicura, che non sia captata da estranei, devono dapprima scambiarsi i codici segreti per cifrare e decifrare la comunicazione.

La sicurezza delle conversazioni telefoniche è garantita dalla segretezza del codice. Il problema può sorgere nel caso qualcuno riesca ad intercettare il codice. Il sistema sviluppato dalla id Quantique di Ginevra garantisce però la soluzione perché l'intrusione e l'intercettazione del messaggio modificano le proprietà dei singoli fotoni di luce.

La nuova tecnologia è stata sviluppata grazie anche ai progressi registrati dai sistemi di raffreddamento dei rivelatori di fotoni, che fino a poco tempo fa richiedevano l'azoto liquido per effettuare questo tipo di operazione. "Il nostro sistema -precisa il co-fondatore di id Quantique - usa un diverso tipo di sistema di raffreddamento, dal momento che siamo riusciti a miniaturizzare l'apparecchiatura che rivela i fotoni".

Il sistema sviluppato dalla società di ricerca dell'Università di Ginevra può essere adattato in due cassette, collegate ad ogni estremità da un cavo a fibre ottiche. Ogni box contiene un laser per produrre i singoli fotoni, un dispositivo per codificare l'informazione ad ogni fotone ed il rivelatore dei fotoni in arrivo.

Limiti per la commercializzazione

La tecnologia sviluppata da id Quantique è ora, secondo Grégoire Ribordy, abbastanza matura essere commercializzata, anche se il sistema presenta ancora dei limiti legati alla distanza di 60-70 chilometri, oltre i quali la sicurezza della conversazione non è più assoluta.

Il problema da risolvere sta nell'attenuazione della fibra ottica. "E' ovvio che questo limite -aggiunge il co-fondatore di id Quantique - riduce le possibilità di impiego del sistema. L'esempio potrebbe essere quello di comunicazioni sicure all'interno di una città tra differenti succursali di una medesima banca, ma non tra le sedi di Zurigo, Londra o New York".

La società di ricerca dell'Università di Ginevra è, in ogni caso, pronta a commercializzare il proprio brevetto per comunicazioni sicure. Una necessità indispensabile per le transazioni bancarie e con le carte di credito.

swissinfo


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