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Libia-Svizzera, Frattini incalza

In un'intervista pubblicata lunedì da La Stampa, il ministro degli esteri italiano Franco Frattini ha affermato che la strategia elvetica nuoce a tutti gli Stati dell'area Schengen.

Franco Frattini ha esortato Berna alla «prudenza» con toni molto critici: «La decisione della Svizzera prende in ostaggio tutti i paesi dell’area Schengen», ha accusato il titolare della Farnesina, osservando che nella lista di persone a cui è stato negato l'ingresso nella Confederazione non figurano pericolosi ricercati o terroristi, ma «addirittura Gheddafi e il mio amico ministro degli esteri».

Frattini ha così commentato la decisione della Libia di chiudere le proprie frontiere agli europei, in reazione alla decisione della Svizzera di impedire a 188 personalità libiche, tra cui appunto lo stesso Gheddafi, l'ingresso nell'area Schengen.

«Si potrebbero concedere visti ai cittadini libici che consentano loro l'ingresso nei paesi dell'area Schengen, escludendo però la Svizzera. Ne parleremo in occasione della prossima riunione dei ministri degli esteri lunedì a Bruxelles», ha annunciato Frattini.

Il ministro ha poi sottolineato di aver chiesto a Tripoli di tornare sulla propria decisione, esprimendo preoccupazione per quanto sta accadendo. Secondo Frattini, Berna va aiutata a risolvere i problemi con la Libia, «ma non a spese» di tutti gli altri Stati europei.

Interpellato dall'Agenzia telegrafica svizzera, il portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri Adrian Sollberger ha affermato che «la Confederazione prosegue nella politica restrittiva nei confronti della Libia», ricordando che Berna ha reso più severa la concessione dei visti per i libici già in autunno. In merito alle dichiarazioni di Frattini non è stato rilasciato alcun commento.

Martedì, Michele Cercone – portavoce del commissario europeo agli Affari interni Cecilia Malmstrom – ha affermato che sono in corso «contatti ad alto livello» con le autorità svizzere e quelle libiche, e che l'auspicio è quello di trovare «una soluzione diplomatica il più presto possibile».

Inoltre, secondo fonti diplomatiche, il ministro degli Esteri libico Mousa Kousa e quello maltese Tonio Borg incontreranno mercoledì a Roma Franco Frattini, proprio per discutere della crisi tra la Libia e i paesi del Trattato di Schengen.

swissinfo.ch e agenzie


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