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Preoccupante calo della qualità dei mass media

La democrazia in Svizzera patisce a causa della cattiva qualità dei mass media, indica uno studio presentato venerdì a Berna. I responsabili di questa crisi sono principalmente la cultura dell'informazione gratuita e le misure di risparmio che colpiscono le redazioni.

«La Svizzera ha una grande tradizione di stampa, in particolare grazie al pluralismo», ma la mancanza di risorse ha causato un calo delle tirature, dei lettori e delle entrate dei giornali a pagamento, principali garanti della qualità, ha spiegato Kurt Imhof, uno dei ricercatori dell'università di Zurigo che hanno realizzato lo studio.

La «cultura del gratuito» ha fatto perdere ai consumatori, specialmente ai giovani, la nozione che il giornalismo professionale ha un prezzo.

La crisi dei media in Svizzera è diventata allarmante nel 2005, quando stampa, radio e televisione hanno dovuto far fronte all'invasione dei siti internet e dei giornali gratuiti. I temi sono diventati più «personali, emotivi e scandalistici», rileva lo studio.

I fatti di cronaca, lo sport e le notizie di colore hanno guadagnato spazio a scapito di altre informazioni, aggiungono i ricercatori, che hanno analizzato 137 testate durante tutto lo scorso anno. Lo spazio riservato all'attualità internazionale nei giornali, alla radio, alla televisione e nei siti si limita sempre più alle notizie di agenzia.

A risentirne è il dibattito democratico, visto che dipende dalla qualità della stampa. Gli autori dello studio citano come esempio l'iniziativa per il divieto di costruzione dei minareti. Le generalizzazioni e gli argomenti per l'esclusione dei musulmani hanno trovato un'ampia eco mass media.

A causa in particolare agli articoli riguardanti i cartelloni pubblicitari dei promotori, il dibattito pubblico si è concentrato su questioni di forma invece che sui contenuti.

Alle valutazioni contenute nel rapporto dell'Università di Zurigo ha reagito il presidente dell'associazione degli editori svizzeri,Hanspeter Lebrument, per il quale i mass media elvetici non hanno bisogno di profonde ristrutturazioni.

Pur ammettendo che i giornali svizzeri si sono «assottigliati» negli ultimi tempi, Lebrument ritiene che la qualità non sia diminuita. A suo avviso il livello dei giornalisti è al contrario «migliore di prima».

Grazie alla stampa gratuita, aggiunge, «molta gente ha ripreso contatto con la lingua scritta».

swissinfo.ch e agenzie


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