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Protezione dell’infanzia La tutela dei bambini affidata ora dei professionisti



La protezione dei bambini viene migliorata dal 1° gennaio in Svizzera

La protezione dei bambini viene migliorata dal 1° gennaio in Svizzera

(AFP)

Gli interventi per la protezione dell’infanzia sono aumentati dell’80% dal 2002 in Svizzera. Un tendenza che indica i problemi ai quali sono confrontati molti genitori, ma anche i servizi di tutela. Dal 1° gennaio 2013 la protezione dei bambini è però affidata a specialisti.

Tempo fa la polizia aveva trovato in un bagno pubblico un bambino, che diceva di non voler più ritornare a casa presso la madre e il padrigno. Voleva andare dal padre. Il caso è stato segnalato ai servizi di protezione dell’infanzia.

Questi ultimi hanno in seguito sporto una denuncia per il fatto che era stata messa in pericolo la vita del bambino: si era allontanato da casa senza sorveglianza. Le autorità hanno quindi deciso, senza chiarire il caso, di affidare il bambino ad un’istituto specializzato.

Non si tratta di un caso isolato, dichiara Andrea Weik, responsabile dell’ufficio della gioventù nel canton Berna. “Nei servizi di tutela non lavorano generalmente dei professionisti. Spesso adottano misure sproporzionate, dal momento che non dispongono di una formazione specifica”. La madre del bambino ha inoltrato immediatamente un reclamo per privazione della custodia parentale e ha ottenuto ragione.

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Conseguenze fatali

Non di rado, i servizi di tutela non reagiscono invece sufficientemente di fronte a situazioni di pericolo per i bambini. Recentemente l’Inselspital, l’Ospedale universitario di Berna, ha contattato i servizi cantonali dell’infanzia per segnalare il caso di un bambino in cura. La madre aveva affermato che suo marito abusava sessualmente dei figli.

Il sospetto si è però rivelato infondato. Al contrario è emerso che la madre soffriva di disturbi psichici ed era già stata curata l’anno precedente presso una clinica psichiatrica. Tra l’altro non nutriva sufficientemente i suoi figli, affermando che erano obesi. Nonostante varie notifiche alle autorità di tutela, queste ultime non avrebbero intrapreso nulla.

Fine del sistema di milizia

Fino alla fine del 2012, nei servizi di tutela di molti cantoni non lavoravano degli specialisti, ma un “personale di milizia”. Nella maggior parte dei casi gli stessi membri del consiglio comunale, magari di professione contadini, panettieri o contabili. Da quest’anno i casi legati alla protezione dell’infanzia, ma anche degli adulti, saranno affidati a gruppi di specialisti del settore, con una composizione interdisciplinare: psicologi, assistenti sociali, pedagoghi, giuristi.

Un cambiamento accolto positivamente da Andrea Weik. Decisioni sbagliate, come quelle summenzionate, non dovrebbe più capitare in futuro. “Nel caso del bambino di 5 anni, il servizio competente cercherà informazioni precise sulla situazione. Tenterà ad esempio di chiarire per quali ragioni il bambino non vuole più vivere con la madre, ma anche se vi sono possibilità di affidarlo alla custodia del padre, prima di ricorrere all’ultima opzione, ossia di affidarlo a terzi”.

Anche nel secondo caso menzionato, dei servizi competenti sarebbero in grado di proteggere meglio i bambini, ritiene Andrea Weik. “In seguito alle notifiche di pericolo per i bambini, occorreva immediatamente verificare se la madre era in grado di occuparsi dei figli o se la loro vita era in pericolo”. In casi simili, soltanto degli specialisti sono in grado di adottare le misure d’intervento adeguate, nell’interesse dei bambini.

Fondo per la protezione dell’infanzia

Il Fondo svizzero per progetti di protezione dell’infanzia ha come obbiettivo di promuovere e divulgare progetti nel campo della prevenzione della violenza ai danni di bambini e giovani.

Il fondo s’impegna per rafforzare le conoscenze e la collaborazione tra le istituzioni pubbliche e private attive nel settore della tutela dei bambini.

Tra i soci fondatori vi sono l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali, l’Oak Foundation e l’UBS Optimus Foundation.

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Confronto internazionale

Dal 1° gennaio 2013 non sono entrate in vigore solo le nuove norme sulla protezione dei bambini e degli adulti, ma anche la nuova legge sulla protezione dei bambini e dei giovani. Il moltiplicarsi delle nuove normative in materia di protezione dell’infanzia e della gioventù è legato ad una maggiore sensibilizzazione in corso da alcuni anni, osserva Manuela Krasniqi, collaboratrice scientifica sulle questioni dell’infanzia e della gioventù presso l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali.

Rispetto ad altri paesi europei, come si situa la Svizzera in ambito di protezione dei bambini? Secondo Manuela Krasniqi, non è possibile stilare una classifica per sapere in quali paesi i bambini sono più o meno minacciati. Non esistono infatti dati statistici precisi.

Il Fondo svizzero per progetti di protezione dell’infanzia ha pubblicato però recentemente uno studio, in cui vengono confrontati i sistemi di protezione dell’infanzia in paesi con uno standard di vita paragonabile a quello della Svizzera.

“Dal confronto è emerso che in Gran Bretagna, Canada e Australia si punta soprattutto sugli interventi da parte dello Stato presso le famiglie confrontate a problemi acuti. Nei paesi scandinavi e in Germania si tenta invece maggiormente di aiutare le famiglie confrontate a dei problemi, prima ancora che diventino acuti”, rileva Manuela Krasniqi.

Gli specialisti sono convinti che entrambi gli interventi siano indispensabili. Sono necessari sia dei servizi di assistenza precoce alle famiglie che degli specialisti in grado di intervenire per risolvere problemi maggiori. In quest’ambito, la Svizzera ha compiuto ora dei progressi, con l’introduzione delle nuove norme sulla protezione dell’infanzia.

Confronto internazionale

Su incarico del Fondo svizzero per progetti di protezione dell’infanzia, dei ricercatori hanno paragonato i sistemi di protezione dell’infanzia in paesi con standard sociali simili (Australia, Canada, Germania, Finlandia, Svezia, Gran Bretagna).

Dopo aver valutato i risultati, un gruppo di esperti ha formulato una serie di raccomandazioni per migliorare la protezione dell’infanzia in Svizzera.

Secondo gli specialisti, i servizi moderni di protezione dell’infanzia si orientano verso due direzioni: da un lato occorre predisporre dei sistemi di emergenza per intervenire in situazioni di crisi. Dall’altro bisogna rafforzare le misure di prevenzione, per identificare tra l’altro le famiglie a rischio.

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swissinfo.ch


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