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Shanghai: prove generali all'esposizione universale

Il padiglione svizzero dovrebbe accogliere 20'000 persone al giorno in una superficie di 4'000 m2

Il padiglione svizzero dovrebbe accogliere 20'000 persone al giorno in una superficie di 4'000 m2

(swissinfo.ch)

Il 1° maggio s’inaugura a Shanghai l’Expo universale più imponente della storia. Questa settimana, accogliendo fino a 500'000 visitatori “in prova” al giorno, sono stati affinati gli ultimi dettagli. Il padiglione svizzero figura tra i big della manifestazione.

Gli organizzatori hanno giocato a carte scoperte: vogliono superare la soglia di 70 milioni di visitatori. Un dato mica da ridere, pensando che le affluenze registrate durante le ultime tre edizioni della fiera (Hannover 2000, Aichi 2005 e Saragozza 2008) non avevano raggiunto i 60 milioni di persone. Complessivamente.

Ma quando i cinesi decidono di ospitare un evento internazionale, non lesinano gli sforzi per fare bella figura. Lo hanno dimostrato due anni fa a Pechino in occasione dei Giochi Olimpici. E lo ribadiscono ora a Shanghai, dove per l’Expo è stata rimessa a nuovo un’ex area industriale in centro città, venti volte più estesa rispetto a quella dove si è svolta l’Expo di Saragozza (Spagna).

La Cina avanza spedita per completare la sua moderna “lunga marcia” e tornare prepotentemente al centro del mondo. Ogni occasione è dunque buona per dare inequivocabili segnali di potenza.

Giornate record

Dunque, successo di pubblico doveva essere e successo di pubblico sarà. Anzi, è ed è già stato: nel test avvenuto domenica 25 aprile, i visitatori invitati a curiosare sul sito di un Expo ufficialmente ancora chiusa (e ancora parzialmente in costruzione) sono stati ben mezzo milione. Erano in 300'000 sabato.

Si stima che, da maggio in avanti, durante i weekend o i periodi di vacanze si potranno raggiungere gli 800'000 ospiti al giorno.

A sorvegliarli (o a garantirne la sicurezza, a dipendenza dei punti di vista), numerose telecamere a circuito chiuso sparse un po’ ovunque e migliaia di ragazzotti-guardie un po’ smarriti nelle loro divise spesso di un paio di taglie troppo grandi.

A guidare ed informare l’esercito dei turisti, ci penserà invece l’altrettanto imponente stuolo di efficienti e gentilissimi volontari, facilmente identificabili grazie alla loro divisa verde (per le ragazze) o azzurra (per i ragazzi).

Imparare o divertirsi

Sulla carta, l’Expo 2010 vuole fornire spunti di riflessione per la gestione ottimale delle città del futuro. “Better City, Better Life”: il beneaugurante slogan dell’Expo fa capolino da ogni angolo della città

“L’interesse da parte di sindaci, autorità o funzionari cinesi è molto alto: questi visitatori, che rappresentano comunque una piccola porzione del totale, vogliono studiare le idee degli altri per poi applicare quanto possibile nella loro realtà“, ci dice Manuel Salchli, responsabile delle grandi manifestazioni internazionali per Presenza Svizzera e dunque in prima linea a Shanghai.

Per l’utenza impegnata, lungo il percorso proposto dal padiglione svizzero, 50 ministorie mostrano soluzioni concrete attuate dal nostro paese in ambito, ad esempio, di trasporti pubblici, di certificazione energetica delle abitazioni o di applicazioni per l’energia solare.

Tra viali alberati e furgoncini elettrici, la gran massa del pubblico ciondolerà invece da un padiglione all’altro con lo scopo di divertirsi, curiosando qua e là. “La concorrenza per attirare questi milioni di persone è spietata: i padiglioni nazionali o tematici sono circa 220, molti dei quali almeno in apparenza spettacolari”, rileva Salchli.

Elevarsi per emergere

Situato nella zona C, a pochi metri dal fiume Huangpu, il padiglione svizzero è circondato da “avversari” di peso: Spagna, Polonia, Germania e Francia. Poco distanti anche le installazioni del Regno Unito, dell’Italia e dei paesi scandinavi. Come riuscire ad emergere?

“Il nostro asso nella manica è una seggiovia che permetterà ai visitatori di elevarsi sopra il caos della città trovando rifugio sul tetto del padiglione, dove la natura la fa da padrona”, spiega Salchli.

Durante i 4 minuti di “viaggio” sulla seggiovia, una sensazione spiazzante è garantita: un prato verde, piccole colline ed i suoni tipici di un alpeggio da un lato; il panorama sulla caotica Shanghai, il cui abnorme traffico cresce al ritmo di 6000 nuove immatricolazioni d’auto al mese, e migliaia di grattacieli dall’altro.

Migliaia di articoli e servizi TV

Secondo Manuel Salchli, la Svizzera ha tutto l’interesse a partecipare ad eventi del genere.

“In primo luogo, una nostra assenza non sarebbe capita e rischierebbe di danneggiare le relazioni bilaterali con il paese organizzatore”, spiega. “Inoltre ci faremmo del male da soli, sprecando grandi occasioni per farci conoscere e mostrare le nostre capacità innovative”,

In effetti, anche grazie a una politica di comunicazione trasparente e attiva (la Svizzera è stato il primo paese a presentare il proprio padiglione ed i suoi contenuti alla stampa), negli ultimi anni i media cinesi hanno pubblicato migliaia di articoli o servizi sul nostro paese ed il suo progetto per l’Expo.

Una manna promozionale della quale si rallegrano ovviamente anche l’economia ed il settore turistico svizzeri, che, guarda caso, figurano tra i principali finanziatori di questa missione in Cina.

Marzio Pescia, Shanghai, swissinfo.ch

Gli occhi dolci dell’economia

Con i suoi circa 18 milioni di abitanti, Shanghai è la città più popolosa della Cina e l’indiscutibile capitale economica del paese. Grazie al rapido sviluppo seguito alle riforme economiche del 1992, la megalopoli è oggi un centro finanziario, commerciale e logistico d’importanza mondiale.

La Cina (Hong Kong incluso) è sin dal 2002 il principale partner commerciale della Svizzera in Asia. Nel 2008 le esportazioni svizzere in Cina hanno superato i 6 miliardi di franchi, le importazioni dalla Cina si sono invece attestate a poco meno di 5 miliardi di franchi.

La Svizzera è uno dei pochi paesi al mondo a disporre di un eccedente commerciale nei confronti del gigante asiatico.

Circa 300 aziende elvetiche hanno compiuto degli investimenti diretti in Cina e dispongono di sedi a Shanghai o nella vicina provincia dello Zhejiang.

Stando ad un recente sondaggio realizzato dalla Camera di commercio Svizzera-Cina, il 75% di queste società si dice “molto ottimista” sullo sviluppo dei loro affari in Cina nei prossimi 5 anni. Il 66% di loro prevede inoltre d’assumere una media del 15% di dipendenti in più nel 2010.

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Expo: una città nella città

L’esposizione universale di Shanghai, alla quale partecipano più di 190 paesi e una cinquantina di organizzazioni internazionali, è la più grande mai organizzata.

La superficie dedicata all’Expo, lungo entrambe le sponde del fiume Huangpu nel cuore della metropoli, raggiunge i 5.28 km2.

Nel corso dei 6 mesi di durata dell’avvenimento, dal 1. maggio al 31 ottobre 2010, gli organizzatori si attendono 70 milioni di visitatori, il 95% dei quali cinesi.

La prima esposizione universale si è svolta a Londra nel 1851. L’ultima a Saragozza in Spagna, nel 2008.

Numerose opere realizzate per le esposizioni universali sono in seguito diventate degli emblemi delle città organizzatrici: tra queste, la Torre Eiffel a Parigi, l'Atonium a Bruxelles o lo Space Needle a Seattle.

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