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Soletta premia un raggiante Vincent Pluss

(Keystone)

Al festival del film di Soletta trionfa il cineasta ginevrino Vincent Pluss. Premiata l'audacia di un'opera realizzata con mezzi limitati.

Sorpreso il regista che non si aspettava di incassare i 50'000 franchi in palio alle 38e Giornate di Soletta.

«On dirait le sud» era il più esperimentale dei film in concorso: girato in pochi giorni, con un budget di poche decine di migliaia di franchi, il video di Pluss sembra dimostrare che il buon cinema è fatto di idee e non - solo - di soldi.

L'avventura «dogma»

Il più sorpreso del riconoscimento ottenuto da «On dirait le sud» è stato proprio il suo regista. Partito per un avventura esperimentale, Pluss non si aspettava certo di essere insignito del premio più prestigioso riservato al cinema svizzero.

Il video racconta la storia di un dramma familiare e vive dell'intensa interpretazione offerta dagli attori accompagnati da una telecamera in costante movimento.

«On dirait le sud» è un piccolo film realizzato seguendo i dettami di Lars von Trier e del manifesto «dogma». I cineasti svizzeri, forse consci dei propri limiti, preferiscono definirsi «dögmeli», con un diminutivo affettuoso.

Il successo del film di Vincent Pluss parte da lontano, da un passaparola entusiasta che è culminato alla presentazione di «On dirait le sud» nel quadro del Festival di Locarno.

La giuria ha motivato la sua decisione dicendo che «quello che comincia come un road movie si trasforma in un viaggio accattivante all'interno del paesaggio screpolato delle relazioni umane».

Gli altri film

Il premio per il miglior documentario è andato a «Hirtenreise ins dritte Jahrtausend» (Transumanza per il terzo millennio) di Erich Langjahr. Si tratta di un'immersione nel mondo ancestrale - eppure ancora presente - dei pastori.

Il film di Langjahr aveva già vinto in autunno il primo premio al festival del film di Lipsia. Il suo pregio maggiore sta nella capacità di cogliere, con immagini di lungo respiro, il modo in cui sono stati tramandati i valori della cultura contadina svizzera.

Il premio per il miglior cortometraggio è andato a «Swapped». Il film è stato realizzato in inglese da Pierre Monnard. Racconta delle conseguenze imprevedibili a cui va incontro un bambino che decide di scambiare su padre con dei pesci rossi. Anche in questo caso il film non è al suo primo premio. Ha già riscosso il consenso delle giurie di Winterthur, Locarno, Amburgo, Oberhausen...

Couchepin, ospite d'onore

Alla cerimonia di premiazione era presente anche il presidente della Confederazione. Con un «J'aime le cinéma!», Pascal Couchepin si è lasciato andare ad una dichiarazione d'amore nei confronti del cinema.

Ha però subito aggiunto che aumentare le sovvenzioni non significa migliorare la qualità delle produzioni: il cinema svizzero ha bisogno di pubblico. Perplesso il mondo cinematografico svizzero che non ha ancora ben capito cosa aspettarsi da Couchepin nel ruolo di ministro della cultura.

swissinfo e agenzie

In breve

Il Premio del cinema svizzero è stato istituito nel 1998. È il frutto della collaborazione tra l'Ufficio federale della cultura, la SSR SRG idée suisse, le Giornate di Soletta, il festival «Vision du réel» di Nyon, il festival internazionale del film di Locarno e il Centro svizzero del cinema con l'Agenzia svizzera del cortometraggio. Swissperform è associato per i premi agli interpreti.

I premi sono i seguenti: miglior film e miglior documentario (50'000 franchi ciascuno), miglior cortometraggio (20'000 franchi), miglior interpretazione maschile e femminile (15'000 franchi ciascuno).

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Fatti e cifre

«On dirait le sud» : miglior film
«Hirtenreise ins dritte Jahrtausend»: miglior documentario
«Swapped»: miglior cortometraggio
Mona Fueter («Füür oder Flamme»): miglior attrice
Mathias Gnädiger («Big Deal»): miglior attore

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