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Per conquistare voti i partiti si sbizzarriscono

(swissinfo.ch)

Spazzolini da denti, palloni gonfiabili, galline spennate: la fantasia dei partiti in campagna elettorale non conosce limiti.

Con iniziative a volte discutibili partono all’assalto del grande pubblico e dei media nazionali.

Il modo di presentare le prossime elezioni e di descrivere la campagna elettorale da parte dei media nonché la maniera in cui i partiti curano le loro apparizioni in pubblico devono essere analizzate in un contesto globale, ritiene il professor Otfried Jarren, esperto di scienze dei media a Zurigo.

“Queste forme di comunicazione vanno viste nell’ambito del cambiamento della società e del suo modo di organizzarsi”.

I gruppi e i movimenti che vogliono trasmettere valori e creare delle identità riescono sempre meno nel loro intento.

Partiti, chiese, associazioni, sindacati hanno un impatto sempre più debole sul tessuto sociale. “Come tutte le organizzazioni che perdono terreno, gli sforzi in materia d’informazione devono essere più grandi”, spiega Jarren.

Un dato di fatto confermato dal portavoce del partito socialista (PSS) Jean-Philippe Jeannerat secondo il quale è importante curare la comunicazione con i media non solo nel corso della campagna elettorale ma durante tutta la legislatura.

Dipendenza reciproca

Inserzioni, cartelloni e manifesti costano. Per questo motivo i partiti non possono diffondere le loro idee solo tramite questi canali. “L’onere finanziario sarebbe troppo grande”, spiega Christian Weber, portavoce dei radicali (PRD).

I partiti devono quindi poter ricorrere agli spazi nei giornali. “La cosa peggiore per un partito è se viene ignorato”, dichiara Béatrice Wertli, portavoce dei democristiani (PPD).

Partiti e media dipendono uno dall’altro sottolinea il collega dell’Unione democratica di centro (UDC) Yves Bichsel. Un parere condiviso dagli altri partiti. Anche gli strumenti impiegati per stimolare l’interesse dei giornalisti sono simili.

Tutti i portavoce curano i contatti con la stampa, inviano comunicati, invitano i giornalisti a riunioni di partito o conferenza stampa, cercano interlocutori competenti per rispondere alle domande dei rappresentanti dei media.

Una campagna elettorale all’insegna del buonumore

La campagna elettorale è diventata un tema per i media. “Diventa un evento”, dice il portavoce del partito socialista.

Meno entusiasta, il collega del partito radicale mette in guardia dall’esagerazione: “A volte viene dato troppo spazio all’aspetto del divertimento”.

I partiti svizzeri non hanno comunque inventato nulla di nuovo. “In Germania i cartelloni a effetto provocatorio sono all’ordine del giorno” spiega Roger Blum, esperto in scienze dei media all’Università di Berna.

Secondo Blum per la maggior parte della popolazione la campagna elettorale si svolge comunque nei media. Gli esperti parlano di una medializzazione della società.

I partiti danno quindi particolare importanza al modo di trasmettere le loro idee attraverso la stampa.

L’importanza della televisione

“La televisione quale mezzo di comunicazione più importante ha cambiato il modo di diffondere un messaggio”, dice Otfried Jarren.

Grazie alla televisione i politici si fanno conoscere anche al di fuori dei confini cantonali. “Queste persone influenzano in modo determinante l’immagine di un partito”.

L’esperto teme tuttavia che una piccola élite domini tutto il panorama televisivo e che la televisione diventi troppo personalizzata.

“Diventiamo dipendenti da determinate persone”, spiega Jarren, alludendo a politici come il cancelliere tedesco Schröder o il premier britannico Blair.

A questo proposito l’esperto fa notare che il partito di Blair, il New Labour, si è trasformato in un “one-man-show”.

Un’evoluzione che secondo Roger Blum non tocca la Svizzera. Democrazie parlamentari come la Germania hanno bisogno di capi di partito in grado di raggiungere gli elettori al di là dei confini di partito.

In Svizzera invece i partiti si compongono di varie personalità che spesso rappresentano le varie tendenze all’interno del partito.

La moderna società mediatica non è a priori negativa, secondo Roger Blum. E’ tuttavia necessario che i giornalisti restino critici e fedeli alla qualità del loro lavoro senza cadere nei tranelli del crescente apparato di relazioni pubbliche dei partiti.

swissinfo e Martin.R.Schütz (ats)

Fatti e cifre

Il rinnovo del Parlamento avviene ogni 4 anni
Le prossime elezioni si terranno il 19 ottobre
In Consiglio nazionale (Camera bassa) sono da attribuire 200 seggi
Al Consiglio degli Stati (Camera alta), 46 seggi
I candidati ufficiali sono 2’385

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