Sta per scoccare l'ora della verità per SAirGroup

Keystone Archive

La conferenza stampa di bilancio di SairGroup prevista lunedì mattina è senza dubbio uno degli avvenimenti più attesi di questa prima parte dell'anno in Svizzera. La stampa domenicale ha fatto il giro delle ultime speculazioni e tutti stanno con il fiato sospeso.

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 aprile 2001 - 15:50

A dimostrazione dell'interesse che suscita la società in difficoltà, ma anche della sua immagine emblematica per gli svizzeri, 400 giornalisti, un numero doppio rispetto al normale, sono attesi lunedì a Zurigo per coprire l'avvenimento. Inoltre, la televisione svizzero tedesca diffonderà in diretta la conferenza stampa a partire dalle 10.30.

I giornali e numerosi osservatori economici sono d'accordo sulla somma del disavanzo per il 2000, che varia fra i 2 e i 3 miliardi di franchi. Ricordiamo che SairGroup aveva ancora fatto registrare un utile netto di 273 milioni nel 99, con una diminuzione del 24,4% rispetto all'anno precedente, per una cifra d'affari di 13 miliardi.

Un altro punto su cui tutti sembrano essere d'accordo, è il compito che attende il nuovo padrone del gruppo, Mario Corti, unico superstite del consiglio d'amministrazione dimissionario. Gli altri nove membri hanno infatti gettato la spugna lo scorso 9 marzo.

Per il settimanale di Losanna "Le Matin-dimanche", Corti dovrà indicare qualche pista per rassicurare dipendenti, azionisti e passeggeri. Venerdì, il titolo di SairGroup ha ancora perduto l'8,3% del suo valoro a 179 franchi l'azione.

Per il Sonntagsblick, un consorzio di banche, tra cui figurerebbero il Credito svizzero, l'UBS e la Deutsche Bank, sarebbero disposte a consentire una nuova partenza al gruppo con un'iniezione di liquidità. Il Sonntagsblick parla di una somma superiore al miliardo di franchi. Per il Sonntagsblick, Corti dovrà dare risposte a questioni fondamentali che riguardano le partecipazioni deficitarie in compagnie estere in Belgio, Francia, Germania e Polonia.

La Sonntagszeitung riprende l'indiscrezione su un pacchetto di soccorso delle grandi banche e auspica l'abbandono della denominazione poco elegante SairGroup in favore della vecchia sigla Swissair, ritenuta più appropriata.

Mario Corti dovrà poi affrontare una nuova prova il 25 aprile, quando si svolgerà l'assemblea degli azionisti. Alcuni di loro, come lo Stato di Ginevra e un gruppo di piccoli azionisti condotto da un avvocato di Winterthur, sono ben determinati a chiedere spiegazioni ai dirigenti del gruppo.

swissinfo e agenzie

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