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Stazioni di servizio: no a lavoro 24 ore

(Keystone-ATS) Il popolo dovrà pronunciarsi sulla liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi delle stazioni di servizio. Gli oppositori – sindacati in testa – hanno depositato oggi il referendum, sostenuto da 67’082 firme, su oltre 85’000 raccolte. Spalancando le porte alla giornata lavorativa di 24 ore, si aumenta ulteriormente lo stress, dicono.

Secondo il diritto vigente, le stazioni di servizio non possono impiegare personale per la vendita di determinati articoli tra le 01.00 e le 05.00, nonché la domenica.

La revisione della legge sul lavoro dovrebbe permettere di offrire in ogni momento prodotti e prestazioni che rispondono alle necessità dei viaggiatori. Questa liberalizzazione sarà limitata alle stazioni di servizio ubicate lungo le autostrade e gli assi stradali importanti, fortemente frequentati dai viaggiatori. Questa definizione, esclude i negozi che si trovano sulle vie d’accesso ai grossi centri urbani.

Oltre alla sinistra e ai sindacati, degli oppositori a questa liberalizzazione fanno parte il PEV, il PCS, rappresentanti delle Chiese e la Società svizzera di medicina del lavoro, riuniti in un'”alleanza per la domenica”. Denunciano una tattica volta ad abbattere una dopo l’altra le barriere che proteggono i lavoratori.

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