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Stranieri strumentalizzati durante la campagna elettorale

La Commissione federale contro il razzismo deplora la campagna troppo "in bianco e nero"

(Keystone)

L'immagine negativa data degli stranieri ha fortemente influenzato la campagna elettorale del 2007. È quanto risulta da uno studio commissionato dalla Commissione federale contro il razzismo.

Particolarmente presi di mira i mussulmani e i giovani stranieri. Durante la campagna la "libertà di espressione" è stata interpretata come "libertà di diffamare".

Gli stranieri sono stati ampiamente strumentalizzati e "tipizzati negativamente" nella campagna per le elezioni federali dello scorso 21 ottobre, soprattutto dall'Unione democratica di centro (UDC, destra nazional-conservatrice) con abbondante uso di stereotipi. Sono stati in generale presentati nel ruolo di colpevoli, più raramente in quello di vittime, non come vicini o colleghi quali sono, deplora la Commissione federale contro il razzismo (CFR) commentando uno studio commissionato all'Università di Zurigo e presentato martedì a Berna.

Campione di riferimento dell'indagine sono stati sette quotidiani, quattro domenicali, due settimanali e le principali trasmissioni televisive d'informazione delle tre regioni linguistiche.

II tre quarti (73%) delle tipizzazioni o generalizzazioni negative esplicite di stranieri e minoranze etniche sono riconducibili all'UDC, hanno appurato gli analisti della Sezione di ricerca opinione pubblica e società (FÖG) dell'Università di Zurigo.

Il 78% delle dichiarazioni riportate nei servizi giornalistici - hanno calcolato i ricercatori - erano generalizzazioni atte a fomentare l'emarginazione, il 18% a suscitare empatia e il 6% di carattere ambivalente.

Stereotipi negativi

Particolarmente presi di mira i giovani stranieri e i mussulmani. "La strategia comunicativa dell'UDC e le reazioni dei media e degli altri partiti hanno reso gli stereotipi negativi il motivo dominante della campagna elettorale della scorsa estate, relegando in secondo piano anche i temi ambientali", rileva la CFR in una nota richiamandosi allo studio.

Nella Svizzera francese le reazioni a questa rappresentazione negativa della popolazione straniera sono state nettamente più forti.

Per la CFR lo studio "mostra come il populismo di destra costruisca ad arte un'immagine negativa degli stranieri per fare leva sulle pulsioni xenofobe". D'altro canto, gli altri attori politici "non sono riusciti a ristabilire in modo soddisfacente un quadro differenziato della popolazione migrante con argomentazioni positive".

Populismo vincente

Alla fine, la strategia dell'UDC risulta in ogni caso vincente - affermano gli autori dello studio - "perché nel corso della campagna elettorale gli attori politici sono indotti a occuparsi del tema e a controbatterlo".

E i problemi riproposti con insistenza dal partito di Ueli Maurer - quello che più di tutti ha investito nella campagna elettorale con il 29% delle inserzioni a pagamento censite - "una volta nel circolo mediatico, sono dati per scontati".

"Durante la campagna abbiamo assistito a discorsi in bianco e nero, improntati sull'esclusione, che indebolisce le minoranze e la democrazie", ha detto in conferenza stampa Boël Sambuc, vicepresidente della commissione. I discorsi populisti sono stati utilizzati non solo dai politici, ma anche dai media, che "hanno preferito semplificare piuttosto che analizzare".

Il ruolo dei media

Fintanto che gli stranieri saranno tratteggiati nei media come criminali o, al contrario, come vittime del razzismo, non potranno mai diventare il vicino della porta accanto, il collega, l'amico con i quali conviviamo, afferma la CFR. La commissione chiede dunque ai politici di impedire in futuro queste tipizzazioni discriminanti.

Gli operatori dei media "devono prendere coscienza e essere adeguatamente istruiti sugli effetti di marginalizzazione delle loro corrispondenze". Secondo la vicepresidente Boël Sambuc, bisogna portare maggiormente il dibattito sulle questioni di fondo e dare la parola "ai bersagli, per non dire le vittime". I giornalisti dovrebbero mettere in rilievo i destini individuali, le testimonianze, affinché lo straniero torni ad essere "il soggetto dell'articolo e non lo strumento", ha concluso il presidente della Commissione Georg Kreis.

swissinfo e agenzie

Metodologia

I ricercatori hanno analizzato gli articoli pubblicati dai seguenti giornali: "Le Temps", "Le Matin", "Le Matin Dimanche", "Berner Zeitung", "Blick", "Neue Luzerner Zeitung", "Neue Zürcher Zeitung", "Tages Anzeiger", "NZZ am Sonntag", "SonntagsBlick", "SonntagsZeitung", "Weltwoche" e "Wochenzeitung".

Anche tutti gli annunci elettorali pubblicati da questi giornali e i telegiornali diffusi dalle reti nazionali (Telegiornale, Tagesschau, Téléjournal, "10vor10") sono stati oggetto dello studio.

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