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Successo per Lili Nabholz a Strasburgo

La deputata zurighese Lili Nabholz

(Keystone Archive)

Il Consiglio d'Europa ha dato definitivamente ragione alla delegata svizzera Lili Nabholz. Giovedì ha approvato il suo rapporto sulle minoranze in Belgio.

Un successo per la deputata radicale che conclude una missione piena di peripezie.

"È vero, sono contenta e sollevata", commenta il risultato la zurighese Lili Nabholz-Haidegger. Il suo rapporto sulle minoranze linguistiche in Belgio è stato finalmente adottato dall'Assemblea di Strasburgo. Con una maggioranza confortevole.

Il voto mette un punto alla delicata missione affidata alla deputata elvetica. Con Andorra, Francia e Turchia, il Belgio è infatti l'ultimo paese membro del Consiglio d'Europa a non aver firmato la convenzione per la protezione delle minoranze nazionali.

Gli svizzeri, specialisti di minoranze

A Strasburgo si considerano gli svizzeri come esperti per eccellenza in questioni di minoranze linguistiche. Ma il grigionese Dumeni Collenberg si è già bruciato le mani qualche anno fa con il paese di fiamminghi e valloni. Le reazioni belghe erano state particolarmente virulente.

Nel settembre 21001, si è passati ad un nuovo tentativo. L'avvocata zurighese prometteva maggiore delicatezza e prudenza. Ma anche imparzialità.

Nel suo rapporto Lili Nabholz rileva dunque sul territorio belga delle minoranze linguistiche e sottolinea la necessità di regole per lo Stato. I francofoni della monarchia in riva al Mare del Nord applaudono, mentre i fiamminghi danno sfogo alla loro collera.

Le voci critiche hanno puntato il dito su una presunta lobby intessuta a Strasburgo. Il rapporto è quindi stato rinviato alla commissione nell'aprile scorso, a sorpresa generale.

Ma Lili Nabholz non ha perso la speranza. Si è rimessa al lavoro. "Pochi rapporti sono stati studiati così intensamente", sottolinea l'interessata.

Salvata dall'Iraq...

Giovedì mattina il presidente dell'Assemblea a tenuto a dirigere personalmente i lavori. L'austriaco Peter Schiedler ha voluto sottolineare l'importanza del dibattito e così la difesa delle minoranze.

Per caso i deputati erano anche più numerosi del solito, perché era stato annunciato un dibattito urgente sulla questione Iraq immediatamente dopo il punto Belgio. Il rapporto è stato accolto senza difficoltà.

"Era ora di prendere delle decisioni", commenta la Nabholz, ammettendo che il suo compito non è stato facile. "La questione delle minoranze e della loro protezione è un dossier sensibile ovunque", ha concluso.

Esperienza unica

Lili Nabholz afferma di "aver imparato molto", da questa esperienza. Ma ha ammesso che il lavoro procuratole dal tema ha raggiunto "i limiti" dell'incarico sopportabile da un parlamentare.

La deputata avrebbe avuto bisogno del sostegno di un segretariato, come la maggior parte dei suoi colleghi europei.

Barbara Speziali, Bruxelles

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