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Sulle tracce dello "Spirito di Adelboden"

Tavolozza cromatica di un prato magro a fine primavera nella cornice dell'Adelbodenland (Foto: www.adelboden.ch)

(swissinfo.ch)

E’ il concetto che dovrebbe permeare la dichiarazione finale della Conferenza internazionale sull’agricoltura sostenibile e lo sviluppo rurale di montagna.

L‘aspettativa, manifestata all’inaugurazione di SARD-Mountains 2002 dal ministro svizzero dell’economia Pascal Couchepin, racchiude una visione a lungo termine dello sviluppo del territorio alpino, da sottoporre all’approvazione del Vertice mondiale per lo sviluppo sostenibile, che si terra’ a Johannesburg dal 26 agosto al 4 settembre prossimi.

Agricoltura di montagna e turismo

3.500 abitanti all’incirca, un decimo dei quali occupati nel turismo (settore economico che contabilizza oltre 800 mila pernottamenti all’anno) e poco piu’ dell’uno percento nell’agricoltura di montagna. Sono i dati salienti di Adelboden, il villaggio dell’Oberland bernese destinato a diventare il simbolo dello sviluppo sostenibile nelle regioni di montagna del mondo intero.

L’esempio concreto di una gestione coordianata e simbiotica tra aspettative di crescita economica legate al reddito prodotto dal turismo e la tutela dell’ambiente, un’attivita’ primaria per la regione, ma oggigiorno economicamente non competitiva a livello di reddito.

“Ad Adelboden –spiega a swissinfo Stefan Zingg di Adelboden-Tourismus, la struttura incaricata di promuovere e veicolare l’immagine turistica del villaggio bernese- abbiamo due specifiche competenze. D’inverno lo sci e d’estate quella che definiamo ’alpine wellness’, un turismo legato al concetto di benessere psico-fisico. Queste due nostre competenze si bilanciano e possono funzionare solo perche’ siamo riusciti a sviluppare una compenetrazione, una simbiosi, a far lavorare in comune due settori economici specifici e complementari come il turismo e l’agricoltura di montagna”.

Specificita’ messe in valore

Un matrimonio che consente vantaggi bi-direzionali. Da una parte i 350 contadini di montagna del comune di Adelboden in grado di diversificare le fonti di entrata con lavori stagionali legati al turismo ed al suo indotto e conseguire quindi un reddito altrimenti impensabile. Dall’altra, un settore turistico che puo’ contare su una manodopera flessibile alle contingenze del mercato.

Un lavoro comune, quello tra turismo ed agricoltura di montagna, che ad Adelboden genera l’85 percento delle entrate dirette ed indirette e che d’inverno vanta uno dei tre piu’ estesi complessi sciistici del Canton Berna e, di conseguenza, dell’Europa: quello di Adelboden-Frutigen-Lenk, 170 chilometri di piste e 55 impianti di risalita. Impianti che nella stagione estiva, che rappresenta il 45 percento delle presenze turistiche registrate ad Adelboden, si riducono a sette. Funzionanti pero’ secondo il concetto dell'interdipendenza propria della gente di montagna, offrendo ai turisti estivi 300 chilometri di passeggiate e sentieri.

Ambiente complesso e fragile

Le montagne, nonostante la maestosita’ della natura, sono un eco-sistema definito fragile dagli esperti. Lo testimoniano le ferite ancora aperte lungo la costa della Tschentenegge, quando si scende lungo il sentiero che dal Tschenten conduce ad Adelboden.

Una passeggiata di un’ora e venti minuti fruibile anche da un pensionato, impreziosita da panorami unici, bouquet di erbe alpine e melodie che si rincorrono nelle frasi della Peppola (Fringilla montifringilla) che qui chiamano Bergfink. Superbi abeti rossi sradicati a coppie e a filari di tre o quattro; esausti patriarchi della foresta alpina, memorie calcinate dello svettare maestoso di un tempo.

La complessita’ e fragilita’ dell’ambiente alpino si percepisce poi nella frenesia dei bombi, nell’incessante butinare delle farfalle, nel continuo peregrinare della mosca comune dai denti di leone (taraxacum officinale), a ginestrini comuni (lotus alpinus) di un giallo piu’ intenso dei girasoli di Gaugin. Una cromoterapia naturale che si manifesta nel blu oceanico della genziana primaticcia (gentiana verna), nel rosso sgargiante del trifoglio di prato, il trifolium pratense, un foraggio comune anche in zone di pianura, dove si presenta pero’ con una pigmentazione spenta, slavata.

L’impatto dell’uomo

Nella complessita’ e fragilita’ dell’ecosistema alpino, gli interventi dell’uomo rappresentano, comunque, un’ingerenza. Gli esempi non si contano: dighe per la produzione di energia elettrica pulita, strade alpine e forestali, tralicci per gli elettrodotti ad alta tensione, impianti di risalita per lo sport ed il tempo libero. Il loro impatto sul paesaggio non e’ mai riconducibile a quello di stalle, fienili e capanne costruiti dall’uomo nel corso della sua secolare convivenza col territorio montano.

Lo "Spirito di Adelboden" si esprime anche nel mitigare, nel correggere le immancabilli ripercussioni negative di un turismo impattante sull’ambiente come quello sciistico. Un esempio concreto e’ la filovia che in sei minuti sale dai 1360 metri di Adelboden ai 1940 del Tschentenalp.

Costruita negli Anni Cinquanta come seggiovia e modernizzata una decina di anni fa, trasporta annualmente 100 mila passeggeri, il 90 percento dei quali nella stagione invernale.

Sviluppo e sostenibilita’

Le ferite inferte da migliaia di sciatori e snowboders in fila agli impianti di risalita fanno bella mostra sullo spiazzo della stazione d’arrivo della Sesselbahn Moeser. Un centinaio di metri quadrati di deserto, incorniciato dai cangianti cromatismi dei prati magri in fiore.

Una situazione che in altre regioni delle Alpi potrebbe incancrenirsi in una delle innumerevoli catastrofi naturali che si manifestano nell’arco alpino. Il modello Adelboden sottintende pero’ il rispetto e la cura dell’ambiente.

Far ricrescere l'erba sullo spiazzo antistante la stazione d’arrivo della Sesselbahn Moeser e' un lavoro che cementa le prosepettive di sviluppo sostenibile della comunita’ di Adelboden. E questo perche' la motivazione non e' quella estetica o del foraggio animale, ma si basa sull'assunto del pascolo magro. Sulla proprieta' che l'erba di assestare il terreno di montagna alle altitudini superiori ai 2 mila metri circa della linea di crescita del bosco alpino.

Dalla grande terrazza del Berghaus Tschenten il panorama, in questa assolata giornata di fine primavera, e’ veramente da mozzare il fiato.

Ma, sara' l'eta'? Saranno le scarpe delle donne? Oppure l'estate, le minigonne, ma lo Schwyzerörgeli e il Memphis rock vomitato dagli altoparlanti suona cosi' stonato e fuori posto quando ti puo' cullare la colonna sonora della natura, la musica delle Alpi, i fruscii del vento. Come quest'aria fresca che sale dal crinale dell'Hoernli: un ventilatore offerto da Madre Natura, senza il dazio del consumo energetico.

Sergio Regazzoni, Adelboden


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