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Svizzera e Francia cooperano per il G8 di Evian

I ministri della difesa francese e svizzero: Michèle Alliot-Marie (s) e Samuel Schmid, sabato a Zermatt.

(Keystone)

La Svizzera contribuirà alla sicurezza del prossimo vertice G8 previsto in giugno a Evian, sulla sponda francese del lago Lemano.

Ne hanno parlato sabato a Zermatt (VS) la ministra della difesa francese Michèle Alliot-Marie e il suo omologo svizzero Samuel Schmid.

In una conferenza stampa all'aeroporto di Ginevra, Michèle Alliot-Marie ha sottolineato che i due paesi hanno deciso stipulare un'intesa bilaterale non appena sarà definito l'insieme dei problemi. «La preparazione di questo incontro ci occuperà nelle settimane e nei prossimi mesi», ha aggiunto.

Due anni dopo Genova

I capi di stato degli otto paesi più industrializzati del pianeta (Stati Uniti, Canada, Giappone, Russia, Germania, Italia, Francia e Inghilterra) dovrebbero riunirsi a 40 km da Ginevra a due anni dal vertice di Genova, caratterizzato dalla morte di un giovane antiglobal ucciso da un carabiniere.

Evian dipende molto da Ginevra, in particolare dall'aeroporto internazionale di Cointrin. Il lato nord del lago Lemano possiede più infrastrutture di quello sud, e la gran parte degli antiglobal rischiano di darsi appuntamento a Ginevra o Losanna.

Samuel Schmid ha detto che il vertice rappresenterà «una sfida particolare» per la Svizzera in termini di sicurezza dello spazio aereo, e la collaborazione bilaterale con la Francia è indispensabile.

Pierre Aepli, già comandante della polizia cantonale vodese, è stato messo a capo del comitato svizzero che collaborerà con le autorità francesi per garantire la sicurezza ad Evian.

Dai 100 ai 200 mila no-global

Il primo rapporto fornito dalla prefettura di Annecy, nell'Alta Savoia, mostra che la Francia prende molto sul serio il potenziale di mobilitazione delle organizzazioni della sinistra, dell'estrema sinistra e degli ecologisti. I no-global hanno già annunciato che sperano di portare sul lago Lemano dai 100 ai 200 mila manifestanti.

Sul lato francese del lago, Bernard Néplaz, sindaco comunista di Sciez-sur-Léman, un piccolo comune nei pressi di Thonon, ha già annunciato che: "farò tutto il possibile per l'anti-G8". Il summit alternativo a quello delle potenze mondiali, ha già obbligato il comune ad annullare l'annuale fiera espositiva del vino bianco locale, lo Chablais, che attira ogni anno 30 mila visitatori.

Dalla parte svizzera, il consigliere nazionale vodese Josef Zisyadis del partito svizzero dei lavoratori, organizza lunedì a Ouchy una conferenza stampa per spiegare come intende " mettere a fuoco il lago per accogliere il G8 nel giugno 2003."

Anche il consigliere nazionale ecologista Patrice Mugny, annuncia una importante mobilitazione di Ginevra.

Chi paga?

La convenzione bilaterale tra Francia e Svizzera sulla sicurezza del G8 dovrebbe essere dunque firmata nelle prossime settimane. Ma resta il problema di chi pagherà la fattura per sorvegliare spazio aereo e lago.

Il G8 si svolgerà su territorio francese. Se la manifestazione sarà un successo, le lodi andranno perciò agli organizzatori francesi. Al contrario, l'opinione pubblica mondiale rischia di sentir parlare della Svizzera solo nel caso in cui si verifichino degli incidenti.

Swissinfo/Jan Hamel, traduzione e adattamento di Raffaella Rossello


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