Swissair riprende i voli verso gli USA in un clima di pessimismo

Gli attacchi terroristici antiamericani hanno conseguenze gravissime per la compagnia svizzera di bandiera Keystone

Il traffico aereo verso gli Stati uniti è stato ripristinato sabato, ma la compagnia svizzera sta avviandosi verso ulteriori difficoltà finanziarie: i timori di nuovi attentati rischiano di far calare le prenotazioni. L'aeroporto di Ginevra è stato paralizzato sabato per tre ore, in seguito ad uno sciopero indetto dal personale per protestare contro i previsti tagli occupazionali.

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 settembre 2001 - 15:26

Interrotto da martedì scorso, dopo gli attentati che hanno colpito New York e Washington, il traffico aereo tra Europa e Stati uniti è stato ripristinato sabato mattina. Le principali compagnie europee, tra cui anche Swissair e Sabena, hanno ripreso i voli sull'Atlantico dopo l'apertura dei cieli autorizzata dalle autorità americane. Per il momento rimangono comunque chiusi i tre grandi aeroporti di New York, Newark e New Jersey.

Secondo quanto comunicato da un portavoce di Swissair, ritardi sono da prevedere ancora per diversi giorni, in seguito al rafforzamento generale delle misure di sicurezza. Come richiesto dall'Amministrazione dell'aviazione civile americana, ogni bagaglio viene controllato singolarmente, raddoppiando praticamente i tempi di imbarco.

Sciopero di tre ore a Ginevra Cointrin

Ulteriori problemi sono sorti sabato mattina all'aeroporto di Ginevra Cointrin, a causa dello sciopero indetto tra le 10.00 e le 13.00 da circa 500 impiegati di Swissair Group, in segno di protesta contro l'annunciata soppressione di 1250 posti di lavoro. L'azione ha ritardato di diverse ore il traffico di oltre una trentina di velivoli, coinvolgendo almeno 4000 passeggeri. 4 voli sono stati addirittura cancellati.

Lo sciopero è stato giudicato inappropriato dalla direzione del gruppo, tenuto conto delle difficoltà finanziarie a cui deve far fronte la compagnia. Secondo il portavoce di Swissair, Jean-Claude Donzel, l'azione di protesta è da considerare illegale, in quanto viola gli accordi iscritti nel Contratto collettivo di lavoro. Donzel ha tenuto inoltre a sottolineare che il taglio occupazionale concernerà il personale a Zurigo e non quello di Ginevra.

Nuovi contraccolpi finanziari per Swissair

La direzione di Swissair ha intanto respinto categoricamente le speculazioni sul possibile fallimento della compagnia. Valutazioni estremamente negative sulle prospettive finanziarie del gruppo sono state formulate da vari specialisti, tra cui Paola Orler, analista presso la Banca del Gottardo, secondo la quale «In questo momento tutto è possibile e anche il fallimento di Swissair è un'ipotesi che non può essere esclusa». A suo giudizio, decisiva sarà nei prossimi giorni l'evoluzione della situazione negli Stati Uniti.

La cancellazione di una cinquantina di voli sull'arco di una settimana può tradursi in mancati introiti dell'ordine di 5 milioni di franchi. Secondo la Orler, le perdite effettive sono però da calcolare in 10 milioni di franchi, considerando le spese fisse per apparecchi e personale, ma anche i costi supplementari causati dalle accresciute misure di sicurezza nonché le spese sostenute per alloggiare migliaia di passeggeri in albergo.

Swissair dovrà poi far fronte nelle prossime settimane a un prevedibile calo delle prenotazioni, anche qualora gli USA dovessero riaprire senza riserve i loro cieli alle rotte commerciali. La compagnia svizzera non ha ancora avvertito una simile tendenza, ma - secondo gli analisti - uomini d'affari e turisti ridurranno sicuramente i loro spostamenti.

Le rotte verso Stati Uniti, Vicino e Medio Oriente, costituiscono circa il 30% dei voli Swissair e gli attentati contro il World Trade Center e il Pentagono non potranno non avere ripercussioni sui conti della compagnia, che a fine giugno accusava debiti per complessivi 15 miliardi di franchi a fronte di fondi propri per soli 555 milioni.

Swissair non ha finora quantificato i danni economici subiti dopo gli attentati negli USA: «non siamo ancora in grado di fornire cifre», ha detto venerdì sera il portavoce Rainer Meier, precisando che qualsiasi pronostico circa l'andamento futuro delle prenotazioni risulta impossibile. «Ma di fallimento non si parla nemmeno», ha detto Meier, assicurando che Swissair Group farà fronte come previsto ai propri impegni.

Venerdì il titolo Swissair ha continuato a perdere terreno ed passato di mano a un minimo storico di 57. Swissair non è comunque il solo vettore in picchiata: le azioni Lufthansa hanno perso a Francoforte oltre il 9 e quelle di British Airways il 12 percento del loro valore. In difficoltà anche Sabena (controllata da Swissair per il 49,5%) che dopo gli attacchi negli USA ha dovuto cancellare 21 voli.

Per l'insieme del settore, l'Associazione internazionale del trasporto aereo (IATA) calcola perdite dovute a maggiori costi o cali del fatturato dell'ordine di 16 miliardi di franchi.

swissinfo e agenzie

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