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Swisscom non acquista Telekom Austria

Dopo 18 mesi di trattative fallisce la fusione Swisscom e Telekom Austria

(Keystone)

Giovedì il gigante blu e l’ÖIAG, la holding statale che controlla Telekom Austria, hanno posto fine alle trattative per una fusione.

Uno scacco per Swisscom, che cercava di acquistare il 42,2% dell’operatore austriaco.

«Benché entrambe le parti siano coscienti dei vantaggi che deriverebbero da una fusione, considerano che, nelle attuali circostanze, sia impossibile trovare una soluzione atta a soddisfare gli interessi di tutte le parti in causa».

Così Swisscom ha dato l’annuncio del fallimento dell’operazione austriaca. In una conferenza telefonica, il presidente della direzione Jens Alder ha espresso delusione per l'esito delle trattative ed ha parlato di una «chance persa».

«L’unica cosa che Swisscom può rimproverarsi», ha aggiunto, «È che in una fase avanzata dei negoziati abbiamo chiesto di prolungare i tempi per riflettere meglio su alcuni dettagli. Questo è stato forse un elemento destabilizzante, che ha creato confusione».

A suo dire, il fallimento è stato causato dalle pressioni politiche in Austria. Sugli elementi essenziali della transazione entrambe le parti erano infatti d'accordo.

Di nuovo buca all’estero

Definitivamente archiviato il capitolo Telekom Austria, la Swisscom al momento non ha in vista alternative. Alder non intravede oggetti di possibili acquisizioni sostanziali. «Perciò ci focalizziamo ancora su una crescita organica in Svizzera», ha puntualizzato.

Le esperienze di Swisscom e della Posta all’estero non sono state coronate da grandi successi finora.

Tra il 1993 e il 2004, Swisscom ha investito e perduto diversi miliardi di franchi in Unisource (un'alleanza di diversi operatori internazionali), la Telecom céca SPT, e in alcune partecipazioni in India e in Malesia. Ma il più grande fiasco resta l’acquisto e la vendita della filiale tedesca dell’operatore Debitel.

Attualmente Swisscom si è ritirato dai suoi progetti all’estero, fatta eccezione per Infonet negli Stati Uniti.

Ripercussioni sui titoli in Borsa



La rottura dei negoziati ha avuto ripercussioni contrastanti sul corso dei titoli dei due operatori: mentre l'azione di Telekom Austria dopo l'annuncio ha lasciato sul terreno oltre il 5%, quella della Swisscom ha invece guadagnato più dell'1%.

In seguito al tonfo del titolo Telekom, la Borsa austriaca lo ha sospeso fino alle 15:30. Ma alla ripresa delle contrattazioni, l'azione procedeva in caduta libera. L'azione Swisscom ha terminato la seduta senza variazioni, quella dell'operatore austriaco a -19,5 per cento.

Negli ultimi tempi il corso del titolo Telekom Austria era progredito grazie alle speculazioni sulla prospettata fusione. Se l'operazione fosse andata in porto, sarebbe nato il quinto operatore di telecomunicazioni europeo, secondo la capitalizzazione borsistica.

Scettici anche alcuni analisti in Svizzera



Il progetto non faceva l'unanimità fra gli analisti. In Svizzera era stato espresso scetticismo sulle possibilità per la Swisscom di trarre vantaggio da eventuali sinergie. In Austria erano state manifestate forti reticenze politiche.

Sindacati e partiti d'opposizione - socialisti e Verdi - non avevano escluso il ricorso a uno sciopero. Il partito populista di destra FPOe, alleato ai conservatori in seno alla coalizione di governo, aveva denunciato una «vendita affrettata».

Azionista di maggioranza della Swisscom, con il 62,7 per cento, la Confederazione non ha voluto commentare la rottura dei negoziati. «Non abbiamo detto nulla prima e non diremo nulla nemmeno ora», ha dichiarato il portavoce del Dipartimento federale delle finanze Dieter Leutwyler.


swissinfo, Raffaella Rossello

Fatti e cifre

Swisscom sperava di entrare in Telekom Austria con una partecipazione del 42%. In cambio offriva l’11% del suo capitale e 1,5 miliardi di franchi.
La Confederazione detiene circa il 62% di Swisscom, ma ha mostrato la volontà di ridurre questa quota.

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In breve

Alcuni flop di Swisscom all’estero:

Nel 1995 Swisscom (a quell’epoca ancora Telecom PTT) investe più di 800 milioni di franchi nella Repubblica Céca. Swisscom rivenderà la propria partecipazione in SPT per 600 milioni di franchi.

Nel 1996 Swisscom (sempre Telecom PTT) investe 250 milioni di franchi in India e 390 milioni in Malesia. Il ritiro da queste partecipazioni costerà 500 milioni di franchi.

Nel 1998 Swisscom acquista il 50% dell’operatore austriaco UTA. Perderà più di 400 milioni di franchi ritirandosi da quest’operazione poco redditizia.

Nel 1999 il gigante blu investe alcuni miliardi nell’operatore tedesco Debitel. Swisscom deciderà di rivendere le sue partecipazioni nel marzo del 2004. Costo dell’operazione: più di 2 miliardi di franchi.

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