Tibet, la Svizzera parla chiaro

Keystone

Mercoledì a Lhasa, il consigliere federale Pascal Couchepin ha ricordato alle autorità cinesi l'importanza che la Svizzera attribuisce al rispetto dei diritti umani nel Tibet.

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 ottobre 2004 - 18:58

D'altro canto, la Svizzera ha parafato l'accordo sul restauro del tempio di Ramoche.

«L'esperienza ci insegna che uno sviluppo equilibrato può esistere soltanto se tutti gli aspetti dell'essere umano sono rispettati, compresi i diritti religiosi», ha affermato Couchepin in una breve dichiarazione davanti ai media cinesi. Poi il consigliere federale ha incontrato il governatore della regione autonoma del Tibet, Xiang Ba Ping Cao.

Couchepin ha fatto un brindisi «all'accresciuto dialogo» tra Berna e Pechino sui quattro pilastri che il presidente cinese aveva definito durante i loro due incontri nel 2003.

«Ci aveva incoraggiati a continuare le discussioni sulle relazioni bilaterali e su quelle che chiamava 'questioni sensibili', ciò che include i diritti umani», ha rammentato Couchepin.

Conflitto fra tradizione e modernità

A proposito della straordinaria salute dell'economia cinese e le sue ripercussioni in Tibet, il consigliere federale ha sottolineato che la crescita economica è positiva, «ma in una regione come il Tibet si assiste al conflitto fra tradizione e modernità, in particolare nel campo religioso».

L'incontro tra Couchepin e Xiang era stato rinviato per permettere all'ospite svizzero di assistere a una cerimonia religiosa tibetana nel tempio di Jokhang, nel cuore della capitale Lhasa.

I diritti umani sono stati sollevati anche nei colloqui con il vicesindaco di Lhassa, Xiu Ji Chang. Couchepin ha rammentato che «la Svizzera conta quattro culture, ma nessuna di esse è considerata minoranza, e tutti sono cittadini a pieno titolo», stando a quanto riferito dal suo portavoce, Jean-Marc Crevoisier.

Da parte sua, il governatore del Tibet ha accolto Pascal Couchepin quale «primo consigliere federale e più alto responsabile politico estero» ad aver visitato la regione autonoma, ciò che - secondo lui - evidenzia la «buona comprensione» che Berna possiede della situazione in Cina.

Malintesi sul Tibet

Xiang si è rammaricato dei «malintesi» che circolano in Occidente sul Tibet. «Non ci sono molte persone in Svizzera che conoscono la verità» sulla situazione nella regione autonoma. «Chi conosce la verità, vede coi propri occhi», ha dichiarato, citando un proverbio cinese.

Il Tibet è la prima tappa del soggiorno di una settimana in Cina di Pascal Couchepin, che compie questo viaggio in qualità di ministro della cultura. Dopo Lhasa si recherà a Shanghai, dove venerdì e sabato parteciperà alla riunione annuale della Rete internazionale di politica culturale (RIPC).

L'idea di Couchepin di fare tappa in Tibet era stata definita dal presidente della Commissione della politica estera del Consiglio nazionale, il socialista friburghese Erwin Jutzet, «diplomaticamente poco accorta». Tale visita, aveva spiegato Jutzet, rischia di legittimare gli atti commessi dalle autorità di Pechino nella regione.

Restauro del tempio di Ramoche

A margine della visita di Pascal Couchepin, Svizzera e Cina hanno firmato un protocollo di intesa sul restauro del tempio di Ramoche, uno dei più antichi santuari di Lhassa, con un contributo finanziario elvetico di 200.000 franchi.

Questo storico edificio del settimo secolo dopo Cristo, che accoglie 120 monaci, era stato praticamente raso al suolo dal regime comunista durante la Rivoluzione culturale.

L'accordo è stato parafato da Andrea Rascher, direttore della Sezione diritto internazionale all'Ufficio federale della cultura, e da Nicolas Bideau, del Dipartimento federale degli esteri e dai loro omologhi tibetani.

I lavori dovrebbero permettere il rifacimento del tetto di una vecchia cappella che sovrasta l'edificio, attualmente trasformata in rimessa. Il restauro di diverse pitture, previsto in un primo tempo, è stato rinviato a più tardi. «La priorità va al tetto, poiché quando piove l'acqua cola sui fedeli», ha dichiarato Bideau all'ats.

Berna ha tuttavia posto delle condizioni per la concessione del credito: esige che i lavori siano eseguiti da artisti tibetani che utilizzano metodi e tecniche tradizionali.

swissinfo e agenzie

In breve

Il consigliere federale Couchepin è in Cina, per partecipare a una riunione internazionale dei ministri della cultura a Shanghai. Al centro dei dibattiti sarà la promozione della diversità culturale nell’epoca della globalizzazione.

Durante il suo viaggio, Couchepin ha fatto tappa nel Tibet, per visitare un monastero il cui restauro sarà finanziato dalla Svizzera.

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