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Torna regolare il traffico passeggeri a Chiasso

La motrice delle Ferrovie dello Stato italiano sventrata nella collisione e priva degli odierni sistemi elettronici di ausilio abituale per i macchinisti

(Keystone)

Ancora alcuni ritardi nella circolazione dei treni passeggeri internazionali alla stazione di Chiasso, interrotta da giovedì sera per un grave incidente.

I collegamenti ferroviari internazionali sul tratto Como-Chiasso sono ripresi quasi regolarmente su due binari nel primo pomeriggio di sabato. I treni regionali, invece, si devono ancora fermare a Como ed a Chiasso. Questo determina che i passeggeri devono essere trasbordati fra le due stazioni con i mezzi navetta approntati subito dopo l'incidente di giovedì sera alle 23,che ha provocato la morte dei due macchinisti italiani del treno merci delle FS deragliato.

I lavori di ripristino

La circolazione dei treni sarà, comunque, completamente interrotta da sabato sera alle 22 fino a domenica mattina alle 6 per consentire il proseguimento dei lavori di ripristino. Durante questa fortata interruzione, i collegamenti ferroviari internazionali passeggeri saranno deviati via Domodossola. Da domenica la circolazione dovrebbe quindi riprendere con le stesse modalità di sabato, fino al completamento dei lavori previsto per lunedì..

Secondo quanto hanno riferito le Ferrovie dello Stato italiano (FS), la circolazione dei treni internazionali è quasi regolare anche se permangono dei tratti con temporanea interruzione di energia elettrica. Per questo motivo si accumulano ritardi di circa 30
minuti.

Locomotori diesel

Contrariamente quindi alle previsioni iniziali subito dopo l'incidente, che non davano una ripresa del traffico ferroviario prima di lunedì, i primi due treni intercity sono transitati sabato mattina poco prima delle 9. I lavori di sgombero effettuati nella nottata tra venerdì e sabato hanno infatti evidenziato che due binari della stazione sono rimasti intatti ed utilizzabili.

In attesa del totale ripristino della corrente elettrica, i responsabili delle ferrovie svizzere ed italiane stanno collaborando nell'adozione delle misure più opportune per agevolare la ripresa completadel traffico non solo passeggeri ma anche merci, come ha reso noto il portavoce regionale delle FFS, Alessandro Malfanti.

Ancora bloccata anche la linea ferroviaira e la strada Bellinzona-Luino, dopo lo smottamento di venerdì mattina all'altezza di Colmegno (in Italia). Secondo le autorità italiane ci vorranno forse addirittura 30 giorni prima del ripristino e del ritorno alla consueta viabilità.

Sindacati italiani critici

Intanto divampano le critiche dei sindacati italiani dei ferrovieri che, lo ricordiamo, sono in lutto per la perdita dei due macchinisti del convoglio ferroviario, rimasti uccisi nell'incidente. I sindacati italiani puntano, in particolare,l'indice sulle «spaventose carenze di organico» e di «sicurezza». Secondo il segretario lombardo della Fit-Cisl, Dario Balotta, «il grave incidente mette in luce lo stato comatoso in cui versano le FS lombarde in particolare. Carenze spaventose di organico, su 14.000 impiegati mancano 1.400 ferrovieri (il 10%) nella sola Lombardia. Questo significa prestazioni straordinarie eccessive e carichi di lavoro al limite della sicurezza».

«Il materiale rotabile è vecchio e insufficiente - prosegue il sindacalista -, la rete è congestionata e la politica dei tagli ha ridotto anche la manutenzione delle infrastrutture che versano in condizioni tecniche paurose, infatti, disagi e ritardi sono all' ordine del giorno. Non si vorrebbe che ancora una volta, dietro il possibile errore umano, si voglia giustificare l' eccessivo carico di lavoro dei ferrovieri e le carenze organizzative delle FS».

Sistemi di sicurezza sott'accusa

Per il segretario della Filt-Cgil lombarda, Franco Giuffrida «ancora una volta sono sotto accusa sono i sistemi di sicurezza delle Ferrovie dello Stato. Infatti, il locomotore che ha provocato il disastro ferroviario era sprovvisto di apparecchiature di sicurezza. È impensabile, oggi, affidare il sistema complesso della circolazione dei treni principalmente all'intervento dell'uomo. Il ferroviere deve essere sostenuto da supporti tecnologici in modo da supplire ad eventuali 'errori umani».

«In questo caso - secondo Giuffrida - se il locomotore fosse stato dotato di 'ripetitore dei segnalì, quasi sicuramente si sarebbe evitato il grave incidente. Sotto accusa sono anche i turni e i ritmi di lavoro dei macchinisti che devono trovare soluzione adeguata attraverso un contrattazione che tenga conto del delicato e particolare lavoro che svolgono».

swissinfo e agenzie


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