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Tornano i polli cinesi

I commercianti sono tuttavia tenuti a controlare la qualità della loro merce fin dalla fonte

(Keystone)

A metà febbraio la vendita in Svizzera di pollame proveniente dalla Cina era stata bloccata, a causa di un'eccessiva presenza di antibiotici. Ora il divieto è stato allentato.

Le autorità di Berna hanno allentato il divieto delle importazioni di pollame proveniente dalla Cina: negli scaffali dei negozi riappariranno presto alcuni prodotti a base di carne di pollo cinese e anche parte delle derrate alimentari confiscate verranno rimesse in commercio a patto che soddisfino severe condizioni. Lo ha indicato mercoledì l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) in una nota.

Dalla metà di febbraio, quando il problema è balzato agli onori della cronaca, l'Ufficio federale di veterinaria (UFV) e l'UFSP hanno intensificato i controlli sulla carne di pollo proveniente dalla Cina e da altri paesi poiché in alcune partite in vendita nei supermercati era stata rintracciata un'eccessiva presenza di antibiotici.

Analisi giustificano l'allentamento del divieto

I risultati degli esami consentono ora di allentare in certi casi l'embargo, precisa l'UFSP. Non è infatti più giustificato un sequestro precauzionale alle dogane di tutte le derrate alimentari a base di pollo. I fornitori i cui prodotti non hanno mostrato alcuna irregolarità potranno quindi riprendere la loro attività. Per gli altri è invece tuttora in vigore il divieto di importare pollame.

Prodotti che erano stati confiscati a titolo preventivo nelle ultime settimane riceveranno l'autorizzazione di essere messi in commercio a patto che non contengano tracce di antibiotici o di altre sostanze sospette, aggiunge l'UFSP.

Maggiore autocontrollo delle aziende

Per impedire che sul mercato elvetico giunga carne di pollo contenente quantitativi eccessivi di antibiotici, sono state rafforzate le misure soprattutto nell'ambito del cosiddetto «autocontrollo», ha indicato all'ats il portavoce dell'UFSP Lorenz Hess. Le ditte che importano la merce sono state infatti invitate a estendere i controlli fino alla fonte.

Inoltre le autorità competenti continueranno a tenere sotto controllo le merci presenti sul mercato elvetico e a verificare alle dogane le derrate alimentari importate. Ad ogni modo, dal punto di vista giuridico la responsabilità di fare in modo che sugli scaffali elvetici non arrivino prodotti di cattiva qualità è degli importatori e dei rivenditori.

swissinfo e agenzie


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