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Tracce dell'autunno nero nella popolazione svizzera

L'11 settembre ha lasciato un segno evidente sulla popolazione svizzera

(Keystone Archive)

Secondo un sondaggio, gli svizzeri non sono sprofondati in un clima di paura dopo i tragici avvenimenti degli ultimi mesi, ma chiedono maggiore sicurezza.

Gli attentati dell'11 settembre e la serie nera che ha colpito la Svizzera negli ultimi mesi hanno lasciato un segno evidente sulla popolazione, senza sollevare tuttavia un clima di paura. È quanto traspare da un sondaggio pubblicato lunedì 31 dicembre dal Tages Anzeiger, secondo il quale quasi la metà delle persone interrogate ritengono che "l'autunno nero" ha prodotto dei cambiamenti nella vita degli svizzeri.

Dall'inchiesta, realizzata dall'istituto DemoScope tra il 5 e l'11 dicembre, risulta che negli ultimi mesi non sono sostanzialmente aumentati i sentimenti di paura. Il 68 % delle 900 persone contattate nella Svizzera tedesca e francese afferma infatti di sentirsi altrettanto al sicuro. Soltanto il 27 % si considera meno sicuro, mentre il 4 % ritiene addirittura che la propria sicurezza sia aumentata negli ultimi tempi.

Dal sondaggio emerge comunque una maggiore richiesta di misure di sicurezza, tramite l'impiego di apparecchi di sorveglianza video in aeroporti, stazioni e altri luoghi pubblici. Il 72 % degli intervistati auspica infatti tali misure, mentre il 65 % si dichiara favorevole ad un rafforzamento dei controlli nel rilascio di documenti e nelle operazioni bancarie. Il 45 % sostiene perfino la registrazione di alcuni gruppi della popolazione da parte degli organi di polizia.

Il sentimento generale della popolazione sembra in ogni caso cambiato dopo gli avvenimenti degli ultimi mesi: il 48 % delle persone interrogate ritiene infatti che la percezione della vita si sia modificata in questo periodo. Per il 34 % la gente si preoccupa maggiormente per il futuro, per il 27 % vi è un maggiore bisogno di riflessione e per il 13 % si denota un più forte sentimento di coesione.

Per quanto concerne le paure per il futuro, il 24 % degli interrogati teme soprattutto il pericolo di nuovi incidenti e attentati, il 22 % si inquieta per le minacce di nuove guerre e il 21 % manifesta preoccupazione per un peggioramento economico. Da notare che il 12 % esprime invece il proprio timore per rafforzamento del controllo statale.

Per concludere il sondaggio del Tages Anzeiger - che dedica oltre una decina di pagine al dopo 11 settembre - si sofferma anche sulle personalità che hanno maggiormente impressionato la popolazione durante la crisi degli ultimi mesi. Nettamente in prima posizione, con il 42 % delle preferenze, figura Moritz Leuenberger, presidente della Confederazione nel 2001. Il 21 % è stato colpito positivamente invece dal presidente americano George W. Bush, il 12 % dal sindaco di Nuova York, Rudolph Giuliani, e il 4 % dall'ex-presidente del consiglio di amministrazione di Crossair, Moritz Sutter.

swissinfo


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