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Trasporti nord-sud sotto la lente a Milano

Il problema dei trasporti stradali attraverso il Gottardo rimane da mesi al centro delle discussioni tra Svizzera e Italia

(Keystone Archive)

I ministri dei trasporti, Lunardi e Leuenberger, si incontrano lunedì per esaminare il delicato dossier del traffico stradale e ferroviario tra Italia e Svizzera.

L'ultimo incontro bilaterale tra il Pietro Lunardi e Moritz Leuenberger risale al 23 ottobre dell'anno scorso a Berna. In quell'occasione il ministro italiano aveva affermato che i trasporti ferroviari della Penisola erano in ritardo di 20 anni rispetto ad altri paesi europei.

Lunardi si era dimostrato sensibile all'obbiettivo del governo svizzero di trasferire il traffico di merci dalla strada alla ferrovia. Un obbiettivo che verrà concretizzato in particolare grazie alla costruzione delle Nuove trasversali ferroviarie alpine attraverso il Lötschberg (nel 2008) e il San Gottardo (nel 2012).

Il ministro italiano aveva ribadito la volontà di Roma di realizzare nuovi collegamenti nel nord Italia per assicurare l'allacciamento alle trasversali svizzere. Ma questo non prima del 2010, dal momento che le autorità italiane hanno altre priorità per il miglioramento della propria rete ferroviaria.

Un incontro dai toni distesi che, secondo lo stesso Leuenberger, era destinato soprattutto a conoscersi personalmente e ad informarsi sulle reciproche strategie a medio e lungo termine. Ma il giorno dopo, il 24 ottobre 2001, scoppiava l'inferno all'interno del tunnel stradale del Gottardo.

La tragedia del Gottardo, culminata con la morte di 10 persone e la chiusura della galleria per 2 mesi, ha rimesso seriamente e urgentemente in discussione la politica dei trasporti nord-sud. A Milano, i due ministri sono chiamati ora a riflettere soprattutto su importanti soluzioni a corto termine.

Priorità alla sicurezza

L'incidente del Gottardo ha costretto il governo svizzero ad adottare nuove misure di sicurezza per evitare altre tragedie. In particolare è stato introdotto un sistema di "dosaggio" del traffico che permette soltanto la circolazione alternata degli automezzi pesanti attraverso il tunnel.

Una misura che, dalla riapertura della galleria a fine dicembre, sta provocando continui rallentamenti sull'asse del Gottardo, obbligando i camionisti a lunghe soste lungo l'autostrada A2. Gli autotrasportatori, soprattutto italiani, hanno manifestato a più riprese la loro collera negli ultimi mesi, organizzando tra l'altro anche blocchi di protesta ai valichi di frontiera.

"Il sistema di dosaggio rappresenta un'ipocrisia, dal momento che colpisce soltanto i camion e non i pullman, altrettanto pericolosi in caso di incidente" sostiene Giorgio Colato, segretario della Federazione autotrasportatori italiani (FAI). Secondo Colato, il governo italiano deve pretendere che la Svizzera rispetti gli accordi bilaterali conclusi con l'Unione europea nell'ambito dei trasporti stradali di merci nord-sud.

In base a tali accordi, la Svizzera si è impegnata ad aprire gradualmente le frontiere anche al transito dei camion comunatari di 34 e 40 tonnellate, la cui circolazione non era autorizzata fino all'inizio dell'anno scorso. In cambio, la Confederazione ha ottenuto il diritto di prelevare sul passaggio dei Tir la cosiddetta "tassa commisurata alle prestazioni", destinata a finanziare l'infrastruttura ferroviaria.

Si preannuncia un'estate "calda"

"La Svizzera non può applicare una tassa commisurata alle prestazioni, quando le prestazioni vogliono dire stare fermi sulle autostrade" afferma il segretario della FAI che, tra l'altro, deplora il fatto di non essere stato invitato all'incontro di Milano.

"Se prima dell'introduzione della tassa si impiegavano 3 ore per attraversare la Svizzera e adesso si impiegano 12 ore, allora dovrebbe essere piuttosto la Svizzera a pagare gli autotrasportatori". Per i prossimi mesi, quando il traffico stradale sarà ancora più intasato dal flusso turistico, Colato prevede un'estate "calda", con azioni di protesta da parte dei camionisti europei ed anche svizzeri.

Una previsione che non sembra comunque voler indurre le autorità svizzere a modificare la loro posizione. "Noi non possiamo rimettere in gioco il principio della sicurezza" sostiene Mario Carrera, collaboratore personale di Moritz Leuenberger, che parteciperà all'incontro di Milano.

Carrera ricorda che la priorità della sicurezza era stata approvata dai ministri dei trasporti di Italia, Germania, Austria, Francia e Svizzera, durante l'incontro svoltosi a Zurigo nel novembre sorso, poche settimane dopo l'incidente del Gottardo. Le tragedie avvenute nelle gallerie del Monte Bianco e dei Tauri hanno rafforzato la sensibilità anche nei paesi vicini.

Miglioramenti tecnici

All'incontro di Milano, Leuenberger dovrebbe quindi proporre piuttosto dei "miglioramenti tecnici" per agevolare il sistema di dosaggio, come pure alleggerimenti delle pratiche doganali, a Chiasso e Basilea, per rendere più fluido il traffico dei camion.

La Svizzera intende inoltre spingere il governo italiano a potenziare già ora i collegamenti e l'infrastruttura per il trasporto di merci su rotaia. Le capacità attuali, attraverso il Lötschberg e il Gottardo, vengono utilizzate solo parzialmente e possono essere ulteriormente potenziate nei prossimi anni.

Gia entro il 2005, prima ancora dell'apertura delle due nuove trasversali alpine, le ferrovie svizzere prevedono di assicurare il trasporto su rotaia di oltre 350'000 camion all'anno. Una cifra che corrisponde a più del 50 % degli automezzi pesanti che attraversano la Svizzera. A tale scopo una joint venture è già stata creata all'inizio dell'anno tra le ferrovie italiane e svizzere.

Inoltre, Leuenberger inviterà probabilmente il ministro dei trasporti italiano ad accelerare la costruzione di nuove linee ferroviarie attraverso Domodossola, Como e/o Luino. Appena pochi giorni fa il governo italiano ha annunciato di voler destinare quasi 8 miliardi di euro all'anno al miglioramento della rete ferroviaria. Ma i raccordi ai tracciati del Gottardo e del Lötschberg non figurano, ancora attualmente, tra le priorità delle Ferrovie dello Stato.

Armando Mombelli


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