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Arrestato per un titolo "offensivo". L'ennesimo capitolo del giro di vite contro i giornalisti nella Turchia di Recep Tayyip Erdogan scatena nuovi allarmi per la libertà di stampa.

Nel mirino, ancora una volta Cumhuriyet, il giornale dell'intellighenzia laica. Stavolta, in manette è finito Oguz Guven, direttore del sito.

Il mandato di cattura è stato emesso per il titolo, ritenuto offensivo, di un articolo dei giorni scorsi sulla morte sospetta in un incidente d'auto del magistrato Mustafa Alper, che avviò la prima indagine contro la presunta rete golpista di Gulen dopo il fallito putsch del 15 luglio. Per Cumhuriyet è solo l'ultimo di una lunga serie di arresti. Da oltre 6 mesi, altri 12 giornalisti e amministratori sono in carcere, tra cui il direttore Murat Sabuncu. Il suo predecessore Can Dundar, già detenuto per lo scoop sul passaggio di armi in Siria su tir degli 007 turchi, è tuttora ricercato ed è riparato in Germania.

Dal tentato colpo di stato "le autorità turche non hanno smesso un attimo di dare la caccia a Cumhuriyet, oggi uno dei pochi quotidiani d'opposizione ancora aperti", denuncia Amnesty International, ricordando che il Paese detiene il record mondiale di reporter in prigione.

Secondo l'ultima stima dell'osservatorio P24, i giornalisti al momento detenuti sono 165.

SDA-ATS