Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

La plastica è il pericolo maggiore per la salute del mare (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/AP/NICK UT

(sda-ats)

È la plastica il pericolo maggiore per la salute del mare. È quanto emerge dagli oltre 10 milioni di dati che finora sono stati raccolti nell'ambito del progetto Emodnet Chemistry, coordinato dall'Istituto italiano di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs).

La terza fase del progetto - l'avvio è stato annunciato durante un meeting a Trieste - si focalizzerà sui rifiuti marini e porterà alla realizzazione di una banca dati europea per la gestione delle informazioni sui rifiuti spiaggiati e in mare.

L'attività è partita con un focus sul Mar Nero e sul Mare del Nord, ma ora sono monitorati i bacini di tutta Europa con, per la prima volta, un quadro completo dell'eutrofizzazione dei mari europei.

"È emersa una grande differenza - spiega la ricercatrice Ogs Marina Lipizer - tra i bacini semichiusi come il mar Baltico e il mar Nero, che raccolgono cospicui apporti continentali, sostanze nutrienti e inquinanti, e i mari che hanno invece connessioni con l'Oceano, come il mare del Nord. Nei bacini semichiusi, tra cui anche il Mediterraneo, il limitato ricambio con l'Oceano e l'accumulo di nutrienti e sostanze inquinanti possono dare origine a fenomeni pericolosi per l'ecosistema come la diminuzione fino alla scomparsa di ossigeno sul fondo, che porta alla moria degli organismi di fondo come molluschi e crostacei. Per quanto riguarda il Mediterraneo è emersa la forte carenza di informazione per le acque dei paesi extra-europei".

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS